
Canti, Carmen,
dietro un vetro appannato.
Voce di eterna giovinezza.
Il suono è storto,
ma poco importa.
Lo fai per gioia,
come le anime libere.
Il silenzio
è l’unico spettatore.
Giungi opportuna
come un pizzicotto di sole.
Sto congelando,
e tu mi attraversi lento.
Carmen,
ho imparato ad ascoltarti
nelle notti insonni,
quando il dolore bussava forte
e tu parlavi in sonetti.
Sei donna misteriosa.
Ricordo ogni linea del tuo quadro
senza mai averlo compreso.
Quale volto indosserai oggi?
Pastelli d’arancio, d’un sorriso
o tenebra
quando resti muta.
Il tuo nome è poesia,
ma semplice,
come te.
Carmen.
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