BIANCO TRAFITTO

Il 13 maggio 1981, in Piazza San Pietro, Papa Giovanni Paolo II fu ferito da un colpo di pistola sparato da Mehmet Ali Ağca durante l’udienza generale.
L’attentato sconvolse il mondo e segnò uno dei momenti più drammatici della storia contemporanea della Chiesa.


Piazza colma
di sole,
mani
verso il cielo.
Il grido
di uno sparo
nel bianco
trafitto.
Roma
senza voce.
E nel silenzio
pregava
il mondo.

MM

BENDE ROSSE

Il 12 maggio 1820 nasceva a Firenze (Granducato di Toscana) Florence Nightingale, infermiera inglese e fondatrice dell’infermieristica moderna.
Con la sua opera negli ospedali di guerra portò igiene, cura e dignità ai malati, diventando la celebre “signora con la lampada”.


Sulle bende rosse
il fiato corto
dei soldati.
Respiro,
preghiera spezzata
dalla guerra.
Passi silenti.
Una lampada
tra le mani
vince
il buio.
Nell’odore acre
della febbre
lava la morte
con acqua
e pietà.
E ogni volto
ritrova
la vita.

MM

VESTITA DI FOLLA

Il 7 maggio 1919 nasceva a Los Toldos (Buenos Aires, Argentina) Evita Perón.
Attrice e figura politica, fu la voce dei più poveri e simbolo eterno del popolo argentino.


Ti ho vista
salire dal dolore
come una sposa
vestita di folla.
Eri febbre
nelle vene dei poveri,
voce
tra mani vuote
e bandiere stanche.
Non ti vedevi regina,
ma pane promesso
al silenzio,
carezza inquieta
che baciava la polvere.
Tra i muri
di Buenos Aires
resta la tua voce
che sussurra ancora:
non piangere.

MM

L’ANCORA DEGLI ABISSI

Il 6 maggio 1856 nasceva Sigmund Freud, padre della psicoanalisi.
Esplorò gli abissi dell’anima umana, portando alla luce sogni, desideri e verità nascoste.


Un’ancora
calata
nel buio
dell’io.
Negli abissi
scavi
fino al quadro
perduto
nel naufragio.
Pensieri
come relitti
su spiagge di fango.
Ho gridato
alle mie ferite
come amante disperato
e le ho lasciate
bruciare
su una barca in partenza.
La parola
si fa
bisturi
per l’anima
nuda.
Salva.

MM

SOLE NEL FANGO

Il 5 maggio 1821 moriva a Sant’Elena Napoleone Bonaparte, dall’apice dell’Europa al gelo della Russia e al fango di Waterloo.
Un sole caduto nel tempo, che ancora oggi brucia nella memoria della storia.


Nato da un’onda
sei salito dalle pietre
come voce di mare.
Avevi negli occhi
una follia lucente,
una sete d’infinito
che graffiava il cielo
fino a farlo sanguinare.
Hai baciato la gloria
come un amante impossibile,
e il gelo delle labbra
ti ha avvelenato.
Eri sole,
poi neve,
e la seta
si è fatta fango.
Il tuo nome
è un’isola lontana,
ne sento i colpi
suonare
nel tempo.

MM

ALBA SPENTA

Il 4 maggio 1949 si spegneva a Superga il Grande Torino, leggenda del calcio italiano.
Da allora Torino ne respira il ricordo, dove i nomi non muoiono ma diventano preghiera.


Alba spenta.
Il cielo
si fece pietra.
Sulla collina
l’erba non sa
dimenticare.
Passi di memoria
tra maglie
senza corpo.
Eravate polmoni
di sogno
e sudore d’aprile,
figli di un pallone
che rotolava
come un cuore
tra le mani del mondo.
Invincibili,
come il vento
quando parla.
E i nomi
non muoiono:
diventano preghiera.
Ma Torino
vi respira ancora
nelle vene della sera,
quando il buio si accende
e chiama,
piano,
Dio.

MM

MURI CHE PUNGONO

Il 2 aprile 2005 moriva Karol Wojtyła-Giovanni Paolo II ,uno dei pontefici più influenti della storia.
Testimone della Guerra Fredda e della caduta del Muro di Berlino, fu voce di libertà, fede e dialogo tra i popoli.


Venivi da neve antica,
da mani chiuse nel silenzio
della storia.
Muri che pungono
i sogni,
libertà nascosta
in una preghiera.
Ci hai chiesto
di correggerti,
nel silenzio
insegnavi:
il gesto,
come
libro da regalare.
Ti ho visto parlare
alle folle
come a una sola anima,
spoglia,
assetata di carezze invisibili.
Hai attraversato
il dolore
nel fuoco,
senza gridare,
lasciando cenere
a chi guardava.
Ora sei silenzio
che brucia.
E cade ancora
luce.

MM

IL CERCHIO NEL BUIO

Il 27 aprile 1521 morì Ferdinando Magellano, navigatore che avviò la prima circumnavigazione del globo.
Ucciso nelle Filippine, non vide il ritorno, ma il suo viaggio cambiò per sempre la visione del mondo.


Avevi il mare dentro
prima ancora di salparlo,
come una follia dolce
che ti graffiava il petto.
La voce delle onde
non si spegne:
è un cielo vuoto
dove si perdono
gli uomini.
Sei partito senza voce
con il sale negli occhi
e una rotta che tremava
come una preghiera.
Non volevi terre,
ma un cerchio
da chiudere
nel buio.
L’orizzonte si piega,
pare un occhio
che si chiude
e il vento
consuma il tuo nome
prima del ritorno.

MM

IL VUOTO ACCESO

Il 26 aprile 1986, nella Centrale nucleare di Černobyl’, l’esplosione di un reattore liberò una nube radioattiva nell’atmosfera.
Le aree vicine furono evacuate, mentre la contaminazione si diffuse in parte dell’Europa, lasciando conseguenze durature su ambiente e salute.


Ho visto la notte aprirsi
come una bocca ferita,
e sputare luce malata:
lampo senza cielo
sui corpi
addormentati.
Le case tremavano piano,
inermi,
mentre dalla notte
cadevano
schegge di morte.
E noi,
poveri vivi,
respiriamo l’essenza
che rimane
a chiamarci.
La terra non dimentica,
L’uomo
vive
nel vuoto
che ha acceso.

MM

TRA LE PIETRE

Il 25 aprile 1945 segnò la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, grazie all’azione congiunta degli Alleati e della Resistenza.
Un giorno simbolo di rinascita, memoria e conquista della libertà.


Dalle strade vuote
un nome sommesso:
libertà scorre
tra le pietre.
Mani tremanti nel buio
sciolsero le catene
in un pianto.
Quel giorno, in aprile,
mi aprì il petto
come una stanza chiusa da anni.
Dentro c’erano ancora
le voci spezzate,
i nomi lasciati sul pavimento.
Non entrò in silenzio:
bussò con mani ferite,
graffiò le porte
nel cuore stanco degli uomini.
Oggi è una poesia
che leggo e rileggo
come la prima volta

MM

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