La Coscienza È Una Giungla

Il 19 dicembre 1861 nasce a Trieste Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz. Tra le opere più famose: Una vita, Senilità, La coscienza di Zeno.


La vita è un passo lento,
Inerme,
Con eterni rimandi
E desideri rimasti quadri
L’amore è un colore distante,
Un arcobaleno di nebbia
Da una finestra chiusa
La coscienza è una giungla
Dove le bugie sono legge:
L’ultima sigaretta,
E poi quella dopo .
La volontà
come un macigno di polvere
Che vola via
Inerme vivo
Dentro una frenetica pigrizia ,
Con un unica verità a guidarmi,
La menzogna.

MM


Il “filo” del discorso

Nascere significa entrare in un mondo diviso tra i sani, che vivono per istinto, e gli inetti, che vivono per analizzarsi, una frattura in cui Zeno ammette: «io sono il dottore di cui si parla talvolta con un sorriso di compatimento». La venuta al mondo è l’inizio di una recita sociale goffa, il tentativo disperato di cristallizzarsi in una forma definita che però sfugge sempre, poiché «il dolore e l’amore, la vita insomma, non si può considerarla una malattia perché duole?». La tragedia della nascita è quindi essere inseriti in un sistema che valuta, confronta, seleziona. Costretti a invidiare la bestiale sicurezza degli altri, sapendo che la propria«malattia è una convinzione» da cui non si vuole davvero guarire, pena la perdita della propria identità.
DC

Riferimento: La coscienza di Zeno – Italo Svevo

Home
Cerca
Categorie
×