

In occasione dell’anniversario della prima rappresentazione dello storico balletto “Lo Schiaccianoci”.
Nella notte del Redentore
Clara sogna
Ed un legno diventa respiro .
La guerra di giochi
Col Re dei topi
Ed uno schiaccianoci che si fa principe.
La pace è fragile ,
Zucchero posato sul Regno dei dolci.
Un paradiso immobile
Che dura il tempo d’ un risveglio .
MM
Nel racconto hoffmanniano prende forma un crudele rito di passaggio, dove l’altro può vivere solo a condizione che il soggetto si impoverisca. E questa dinamica viene spiegata proprio nel momento in cui il Re dei Topi formula le sue richieste, «dammi i tuoi libri illustrati, il tuo vestitino… o sbranerò il tuo Schiaccianoci», l’amore si presenta dunque, in primo luogo, come una perdita. Clara si trova costretta a un’erosione progressiva del suo mondo, obbligata a consegnare i simboli della sua felicità per placare una voracità che non conosce fine, comprendendo con dolore che «se non avessi ceduto, lui sarebbe morto», e che diventare adulti significa imparare a gestire la perdita delle cose care.
DC
Riferimento: E.T.A. Hoffmann – Schiaccianoci e il re dei topi
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