IL GENIO E LA SUA NEBBIA

Donna Carmen ricorda oggi la nascita di Giacomo Puccini: analisi documentale sulla vita e il pensiero del compositore lucchese.

Analizzando l’ombra che avvolge costantemente la sua vita privata a Torre del Lago, le lettere dedicate al “mal di vivere” aprono una chiave di lettura che prende forma là dove il senso si consuma, nel tempo vuoto e nell’attesa senza esito. L’attrazione verso l’isolamento e la caccia silenziosa esiste perché lo spirito pucciniano non trova sollievo nel trionfo mondano e cerca istintivamente un vuoto capace di risuonare con il proprio silenzio interiore, ovunque esso si manifesti come assenza di ispirazione. La dualità tra la figura del Maestro acclamato e quella del “selvatico” solitario riflette la tendenza del genio a occupare uno spazio dove l’umano si dissolve nel paesaggio. Puccini definisce questa condizione come la sua vera natura: “Io non sono un uomo: sono un povero diavolo che attende che l’ora della noia passi… la mia vita è un deserto che solo la musica può, per pochi istanti, far fiorire”. Questa tensione verso un’autocommiserazione consapevole trasforma la vita quotidiana da semplice durata a manifestazione di una sensibilità amplificata. Ed è proprio in questo caso che bisogna comprendere come la sua personalità sfugga alle categorie del vittimismo, perché chi scava nelle proprie tenebre tende a trovare le armonie che consolano il mondo, ignorando spesso la luce che egli stesso proietta sugli altri.
DC

Riferimento: Giacomo Puccini, Epistolario

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PARLI CON DIO

Un Legno Diventa Respiro

In occasione dell’anniversario della prima rappresentazione dello storico balletto “Lo Schiaccianoci”.


Nella notte del Redentore
Clara sogna
Ed un legno diventa respiro .
La guerra di giochi
Col Re dei topi
Ed uno schiaccianoci che si fa principe.
La pace è fragile ,
Zucchero posato sul Regno dei dolci.
Un paradiso immobile
Che dura il tempo d’ un risveglio .
MM


Nel racconto hoffmanniano prende forma un crudele rito di passaggio, dove l’altro può vivere solo a condizione che il soggetto si impoverisca. E questa dinamica viene spiegata proprio nel momento in cui il Re dei Topi formula le sue richieste, «dammi i tuoi libri illustrati, il tuo vestitino… o sbranerò il tuo Schiaccianoci», l’amore si presenta dunque, in primo luogo, come una perdita. Clara si trova costretta a un’erosione progressiva del suo mondo, obbligata a consegnare i simboli della sua felicità per placare una voracità che non conosce fine, comprendendo con dolore che «se non avessi ceduto, lui sarebbe morto», e che diventare adulti significa imparare a gestire la perdita delle cose care.
DC

Riferimento: E.T.A. Hoffmann – Schiaccianoci e il re dei topi

Parli Con Dio

Il 16 dicembre 1770 nacque il genio di Ludwig van Beethoven a Bonn


Non senti il mondo.
Che gran fortuna.
Per noi la musica è muta ,
Tu invece parli con Dio,
Fino alla nona stanza del cielo .
Le note come preghiere eterne
In questo sordo presente.
MM


Il “filo” del discorso

Nell’ottobre del 1802, Beethoven scrive ai fratelli una lettera mai spedita che è l’atto di nascita della sua seconda vita. Confessa di aver pensato al suicidio a causa della sordità incipiente, ma rivela che fu solo l’arte a trattenerlo: «es schien mir unmöglich, die Welt eher zu verlassen, bis ich das alles hervorgebracht, wozu ich mich aufgelegt fühlte» (mi è sembrato impossibile lasciare il mondo prima di aver prodotto tutto ciò che mi sentivo chiamato a produrre). Qui il 17 dicembre, si celebra la nascita di un uomo che resta nel mondo non per scelta ma per necessità. Vivere diventa il prezzo da pagare affinché ciò che deve essere scritto possa esistere.
DC

Riferimento: Ludwig van Beethoven Il Testamento di Heiligenstadt (1802)

Sono Respiro Breve

In occasione della nascita avvenuta il 7 dicembre 1598 ricordiamo l’artista Gian Lorenzo Bertini creatore di Piazza San Pietro

La polvere sopita di eterni marmi
Disegnasti l’infinito con occhi di genio.
Colonne che reggono il mondo
E quelle braccia aperte
Che sono casa di ogni popolo .
Roma ti guarda dominante
Con occhi di madre.
Mi inchino d innanzi il tuo ricordo
Sono respiro breve
Al tuo cospetto
Re sole che mai s’ addormenta

MM


Tomaso Montanari rovescia la visione classica del Bernini “servo dei Papi”. Nel suo saggio La libertà di Bernini, ci invita a leggere Piazza San Pietro come l’atto di sovranità di un artista che usa il potere per realizzare la propria visione, e non il contrario. Il 7 dicembre 1598 nasce l’uomo che ha dimostrato che la vera libertà è la capacità di piegare le regole enormi dell’istituzione alla propria fantasia. Celebrare Bernini oggi significa ricordare che l’arte barocca è fatta per esplodere negli occhi, dimostrando che la verità divina (o artistica) non si raggiunge gradualmente, ma per rivelazione improvvisa.
DC

Riferimento: La libertà di BerniniTomaso Montanari

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