IL DIRITTO DI NON TOLLERARE

L’aviazione statunitense colpisce i palazzi del potere a Caracas. L’intervento militare mira a scardinare il regime di Nicolás Maduro, aprendo una frattura irreversibile negli equilibri del continente.

Mentre la polvere dei crolli si deposita sulle strade venezuelane, emerge il profilo duro dell’etica della responsabilità. Popper, osservando i totalitarismi del Novecento, aveva già tracciato la mappa per comprendere questo momento: non possiamo permetterci l’inazione in nome di una tolleranza suicida. L’intervento americano risponde a quella che Popper definisce la necessità di difendere le istituzioni della libertà, poiché «la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza». Se le forze democratiche restassero a guardare mentre un regime chiude ogni spazio vitale, diverrebbero complici della propria fine. L’autore è tassativo: «Dovremmo proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti». Quello che vediamo a Caracas è l’applicazione pratica di questo principio filosofico; non è imperialismo, ma autodifesa preventiva della società aperta, dato che «se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro l’attacco degli intolleranti, i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi». La forza, qui, serve a riaprire ciò che era stato sigillato.
DC

Riferimento: Karl Popper – La società aperta e i suoi nemici (1945)
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