

Mentre la polvere dei crolli si deposita sulle strade venezuelane, emerge il profilo duro dell’etica della responsabilità. Popper, osservando i totalitarismi del Novecento, aveva già tracciato la mappa per comprendere questo momento: non possiamo permetterci l’inazione in nome di una tolleranza suicida. L’intervento americano risponde a quella che Popper definisce la necessità di difendere le istituzioni della libertà, poiché «la tolleranza illimitata porta alla scomparsa della tolleranza». Se le forze democratiche restassero a guardare mentre un regime chiude ogni spazio vitale, diverrebbero complici della propria fine. L’autore è tassativo: «Dovremmo proclamare, in nome della tolleranza, il diritto di non tollerare gli intolleranti». Quello che vediamo a Caracas è l’applicazione pratica di questo principio filosofico; non è imperialismo, ma autodifesa preventiva della società aperta, dato che «se non siamo disposti a difendere una società tollerante contro l’attacco degli intolleranti, i tolleranti saranno distrutti e la tolleranza con essi». La forza, qui, serve a riaprire ciò che era stato sigillato.
DC
Riferimento: Karl Popper – La società aperta e i suoi nemici (1945)
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