

Vittorio Emanuele II salì al trono nella notte drammatica di Novara, ereditando un regno sconfitto e minacciato dall’Austria. Egli difese con fermezza lo Statuto contro le pretese del maresciallo Radetzky, pronunciando la frase che segnò il suo destino politico: “V’è un mezzo speditivo per trarsi d’impaccio: quello di chiamare una guarnigione austriaca, ma finché io vivrò ciò non sarà mai”. Massimo d’Azeglio sancì questa condotta onorevole con la celebre definizione riportata da Massari: “E il Re galantuomo l’abbiamo”. Il sovrano onorò quel patto di lealtà per tutta la vita. La morte del 9 gennaio 1878 chiuse l’esistenza dell’uomo che garantì la libertà costituzionale agli italiani, mantenendo fede alla parola data in gioventù. Donna Carmen ne commemora la scomparsa e onora la fermezza del sovrano che guidò il popolo verso l’Unità.
DC
Riferimento: Giuseppe Massari – La vita Et Il Regno Di Vittorio Emanuele II di Savoia Primo Re d’Italia.
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