CONTRO LA LIBERTÀ DI COSCIENZA

Il 19 gennaio 1798 nasceva Auguste Comte, filosofo francese.
È noto soprattutto per il Cours de philosophie positive e per aver fondato il positivismo e la sociologia come scienza della società.

Il caos informativo delle fake news, il relativismo etico che satura i dibattiti televisivi e le barricate fumanti nelle capitali occidentali, sono i chiari sintomi di quella che Comte definiva “anarchia intellettuale”. Oggi, celebrando la sua nascita, ci troviamo immersi in una fase critica divenuta cronica, dove «il disordine attuale delle intelligenze è in ultima analisi imputabile all’assenza di una dottrina comune». La democrazia dell’opinione, dove l’ignoranza vale quanto la competenza, tradisce il progetto positivista, poiché «non c’è libertà di coscienza in astronomia, in fisica, in chimica»; perché dunque dovrebbe essercene in politica? Questa anarchia intellettuale, infatti, non resta confinata negli schermi, ma scende in strada, materializzandosi nell’odore acre dei lacrimogeni e nel conflitto perenne tra conservatori reazionari e progressisti iconoclasti. Comte osserva che «il grande male politico consiste oggi nella separazione radicale tra i fautori dell’ordine e quelli del progresso». Da un lato troviamo una destra che congela il passato, dall’altro una sinistra che insegue utopie distruttive, entrambe ignorando che «l’ordine è la condizione fondamentale del progresso» e che, reciprocamente, «il progresso non è altro che lo sviluppo dell’ordine». Finché non saneremo questa frattura intellettuale, ogni scelta resterà impossibile.
DC

Riferimento: Auguste Comte Corso di filosofia positiva (1830-1842)

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