SCINTILLA

Il 22 aprile nasceva Rita Levi-Montalcini, pioniera delle neuroscienze e premio Nobel per la scoperta del fattore di crescita nervoso.
Simbolo di libertà e determinazione, ha trasformato la ricerca in un atto di luce


Esile
respiro.
Nel buio
un filo
resiste.
vegliavi
la scintilla
come figlia,
la mente
si accovaccia
nell’infinito.
Nel tempo chiuso
delle stanze
cresceva un sogno
inerme
alle ombre.
E continua
la luce.

MM

NUDO INFINITO

Il 18 aprile 1955 moriva Albert Einstein, genio della fisica moderna.
Rivoluzionò il mondo con la teoria della relatività, svelando la profonda unione tra spazio, tempo ed energia.


Nel silenzio curvo
di un pensiero
ascolti la luce
cadere nel tempo.
Arde in silenzio,
come un amore
che non osa dirsi.
La vita dedicata
a quel momento
fermato sulla carta
che non sa spegnersi.
Un’ombra sottile
tra numeri e vento,
la tua mente
si piega
sull’enigma.
La materia,
immobile,
trema
sotto formule mute.
Il tempo si dilata
resta nudo,
davanti all’infinito.

MM

QUANDO LA PIETRA TACQUE

15 febbraio 1564 — nasce Galileo Galilei.
Guardando nel cielo scoprì che la Terra non è il centro del mondo, ma una viaggiatrice tra le stelle.


La notte era un vetro freddo
e un occhio posato
alla ferita del cielo.
Tacquero le campane
ai tuoi fogli,
la pietra non seppe più pregare.
Un lume tremava
nella stanza di Firenze
mentre le stelle cadevano
dentro il cannocchiale.
La terra piegò l’ombra
a un Re invisibile,
e Noi
ci scoprimmo Tutti in viaggio.
Ti chiesero silenzio
come si chiude l’inverno,
ma la verità copriva le braci
come uno scialle sul sonno.
Ti immagino seduto
ai bordi del cielo,
mendicante di luce,
a guardare passare
la carovana del mondo.

MM

CONTRO LA LIBERTÀ DI COSCIENZA

Il 19 gennaio 1798 nasceva Auguste Comte, filosofo francese.
È noto soprattutto per il Cours de philosophie positive e per aver fondato il positivismo e la sociologia come scienza della società.

Il caos informativo delle fake news, il relativismo etico che satura i dibattiti televisivi e le barricate fumanti nelle capitali occidentali, sono i chiari sintomi di quella che Comte definiva “anarchia intellettuale”. Oggi, celebrando la sua nascita, ci troviamo immersi in una fase critica divenuta cronica, dove «il disordine attuale delle intelligenze è in ultima analisi imputabile all’assenza di una dottrina comune». La democrazia dell’opinione, dove l’ignoranza vale quanto la competenza, tradisce il progetto positivista, poiché «non c’è libertà di coscienza in astronomia, in fisica, in chimica»; perché dunque dovrebbe essercene in politica? Questa anarchia intellettuale, infatti, non resta confinata negli schermi, ma scende in strada, materializzandosi nell’odore acre dei lacrimogeni e nel conflitto perenne tra conservatori reazionari e progressisti iconoclasti. Comte osserva che «il grande male politico consiste oggi nella separazione radicale tra i fautori dell’ordine e quelli del progresso». Da un lato troviamo una destra che congela il passato, dall’altro una sinistra che insegue utopie distruttive, entrambe ignorando che «l’ordine è la condizione fondamentale del progresso» e che, reciprocamente, «il progresso non è altro che lo sviluppo dell’ordine». Finché non saneremo questa frattura intellettuale, ogni scelta resterà impossibile.
DC

Riferimento: Auguste Comte Corso di filosofia positiva (1830-1842)

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IL CIELO DIVISO

IL CIELO DIVISO

L’8 gennaio 1642 si spegneva ad Arcetri Galileo Galilei.

La scoperta delle fasi di Venere fu la prova regina che i pianeti orbitano attorno al Sole, costringendo il cielo a dire il vero. Nella Lettera a Cristina, Galileo eleva questa osservazione visiva a criterio di verità assoluta, superiore a qualsiasi autorità cartacea, ridisegnando la gerarchia delle fonti. Di fronte all’evidenza del cannocchiale, egli ha l’audacia di affermare un nuovo primato metodologico: “Mi par che, nelle dispute naturali, la Bibbia doverebbe esser riserbata nell’ultimo luogo”. La filosofia naturale smette così di essere interpretazione di testi antichi per diventare visione diretta, visibile. Galileo difende le sue scoperte come obbedienza allo strumento divino dell’intelletto: “Né posso credere che lo stesso Dio che ci ha dotati di sensi, discorso e intelletto, abbia voluto, posponendo l’uso di questi, darci con altro mezzo le notizie che per quelli possiamo conseguire”. Se i sensi ci mostrano un cielo diverso da quello delle Scritture, non è la natura a mentire, ma l’interpretazione umana a sbagliare ambito, poiché, con una sentenza che recide il nodo tra fede e scienza, Galileo ci ricorda che “l’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo”. Le lune di Giove e la luce di Venere non sono seplici opinioni, ma sono fatti che l’occhio impone all’intelletto, lasciando alla teologia la cura delle anime, non delle orbite. L’8 gennaio 1642, nell’isolamento di Arcetri, si chiudeva l’esistenza terrena di Galileo Galilei. Oggi ne ricordiamo il passaggio non per celebrarne la fine, ma per sottolineare come quel tramonto fisico abbia segnato l’alba definitiva di un mondo nuovo, spogliato dalle ombre del preconcetto.
DC

Riferimento: Galileo Galilei – Lettera a Cristina di Lorena, Granduchessa di Toscana

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