

Il 16 dicembre 1770 nacque il genio di Ludwig van Beethoven a Bonn
Non senti il mondo.
Che gran fortuna.
Per noi la musica è muta ,
Tu invece parli con Dio,
Fino alla nona stanza del cielo .
Le note come preghiere eterne
In questo sordo presente.
MM
Il “filo” del discorso
Nell’ottobre del 1802, Beethoven scrive ai fratelli una lettera mai spedita che è l’atto di nascita della sua seconda vita. Confessa di aver pensato al suicidio a causa della sordità incipiente, ma rivela che fu solo l’arte a trattenerlo: «es schien mir unmöglich, die Welt eher zu verlassen, bis ich das alles hervorgebracht, wozu ich mich aufgelegt fühlte» (mi è sembrato impossibile lasciare il mondo prima di aver prodotto tutto ciò che mi sentivo chiamato a produrre). Qui il 17 dicembre, si celebra la nascita di un uomo che resta nel mondo non per scelta ma per necessità. Vivere diventa il prezzo da pagare affinché ciò che deve essere scritto possa esistere.
DC
Riferimento: Ludwig van Beethoven – Il Testamento di Heiligenstadt (1802)
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