

5 Dicembre. Nell’anniversario della sua morte, avvenuta nel 1990, il ricordo di Nelson “Madiba” Mandela, l’uomo che ha insegnato al mondo il valore della libertà
Il rumore di catene
Gridava ad ogni tuo passo.
Gridava libertà per un popolo .
Quel sorriso d Africa
Ostinato come sole d’estate
Era speranza per oprressi,
Medicina vitale per una terra ferita.
Quelle sbarre non ti hanno mai
Davvero imprigionato
Il dolore ha segnato il tuo corpo
Con una penna di sangue.
Madiba ,
Hai insegnato a noi
Quanto è bella la voce nera della notte
E la bianca alba che l ‘ascolta tra le lacrime.
Neanche il vento
è riuscito a portarci via ,
Ora siamo tutti liberi
In questa cella di mondo.
MM
Hannah Arendt ci offre la chiave più lucida per comprendere il miracolo politico di Mandela: la facoltà del perdono non come atto religioso, ma come strumento politico necessario. In Vita Activa, scrive: «Senza essere perdonati, affrancati dalle conseguenze di ciò che abbiamo fatto, la nostra capacità di agire rimarrebbe, per così dire, confinata a un singolo gesto». Madiba ha compreso che l’Apartheid aveva intrappolato sia i bianchi che i neri in un ingranaggio automatico di azione-reazione (oppressione-vendetta). L’unico modo per spezzare questa catena fatale era introdurre l’imprevisto. Come nota Arendt, «il perdono è l’unica reazione che non si limita a reagire, ma agisce in modo nuovo e inaspettato». Mandela non ha cancellato il passato, lo ha disinnescato, permettendo al Sudafrica di avere un futuro che non fosse la semplice prosecuzione logica del suo orribile passato.
DC
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