

Il 19 dicembre 1946 comincia la guerra di Indocina.
La vita è un passo lento,
Inerme,
Con eterni rimandi
E desideri rimasti quadri
L’amore è un colore distante,
Un arcobaleno di nebbia
Da una finestra chiusa
La coscienza è una giungla
Dove le bugie sono legge:
L’ultima sigaretta,
E poi quella dopo .
La volontà
come un macigno di polvere
Che vola via
Inerme vivo
Dentro una frenetica pigrizia ,
Con un unica verità a guidarmi,
La menzogna.
MM
Il “filo” del discorso
Il sabotaggio della centrale di Hanoi del 19 dicembre 1946 segna la fine di ogni possibile neutralità diplomatica, gettando l’Occidente in quel pantano morale dove l’innocenza diventa una colpa imperdonabile, poiché «l’innocenza è una specie di pazzia» quando si vive in mezzo a una guerra sporca. L’inizio delle ostilità costringe ogni attore, francese o vietnamita, ad abbandonare il ruolo di spettatore, confermando la brutale verità che «prima o poi si deve prendere una parte, se si vuole restare umani». La guerra d’Indocina a questo punto, si può tradurre come la caduta delle illusioni di chi credeva di poter rimanere tranquillo mentre la storia chiedeva il conto, dimostrando che «non si può rimanere neutrali su un treno in corsa».
DC
Riferimento: Graham Greene – Un americano tranquillo



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