Cucivi L’Amore

Il 16 dicembre 1775 nacque a Steventon, Jane Austen. Tra le sue opere più celebri: Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Emma.


Cucivi l’amore
Come una veste di gala,
Nella tua fredda stanza
Dove il mondo non poteva trovarti.
Un amore silenzioso
Cone tempesta ,
Dal pregiudizio che soffoca
E l’orgoglio che uccide .
L’amore come ragione,
Il digiuno dal soffrire,
O sentimento,
Quando nel vuoto ci lasciamo cadere.
Un’ illusione malcelata,
Forse l’unica verità noi stessi.

MM

Chi Odia La Luce

Ieri a Bondi Beach ( In Australia, Nuovo Galles del Sud) ad una celebrazione religiosa ebraica (Hanukkah) sono morte almeno 12 persone in un attentato terroristico. 29 i feriti

Erano luci di festa
Su quella spiaggia colorata di tramonto ,
Le candele ballavano al suono del mare .
Poi,
Un tuono nel buio
Da chi odia la luce.
Quel suono di orrore
Ripetuto a raffica.
La notte pare nuda,
Impaurita,
Senza capirne il motivo.
MM

Il Silenzio Di Un Istante

12 dicembre 1969: l’attentato terroristico di Piazza Fontana. Morirono 17 persone.

Un boato.
Grida del male.
Nere ombre
Che come schegge
Si conficcano nei cuori di ognuno.
Ognuno fu Milano
In quella piazza che diventò vuota.
Piena di orrore.
Le mani fredde ancora aggrappate,
Come fiori strappati dai campi.
16:37.
Il silenzio di un istante
Che diventò urlo di giustizia
MM

Solo Tra La Gente

il 12 dicembre 1915 nasceva Frank Sinatra. “The voice”

Camminavi solo tra la gente,
Seguendo sempre la tua strada.
Una folla acclamante ti scortava
Lungo il viaggio,
E anche sul sipario finale eri in compagnia di te stesso.
Quella voce rassicurante
Come una minestra calda a Natale
Che lasciava i problemi fuori dalla finestra.
Sul palco,
Quel dono divino
Ti perdonava di ogni peccato,
E ancora oggi ti porta ovunque.
MM

Un Soffio Gigante

Il 12 dicembre 1901 Guglielmo Marconi piega l’orizzonte e unisce i continenti

Un filo docile che collega i mondi,
E l’aria impenitente
che si diverte a scherzarlo.
Un soffio gigante
Che spinge l’uomo al futuro.
Dalla Cornovaglia a Terranova,
L’orecchio ascolta un saluto amico .
Vibra la voce
Con l’emozione dell’uomo che
Parla al mondo.
Di quel lampo c’è un ricordo lontano,
Un sussurro che ancora oggi sentiamo.

MM

Per Noi È Poesia

La Cucina italiana è stata iscritta nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’umanità.


Tovaglia vestito patrio ,
S’adagia comoda come una seconda pelle .
Negli antichi borghi
Sale alta la fragranza d’amore ,
Una lettera che dal passato
Giunge ancora a tutti noi. Ogni giorno .
Il cuoco intinge il pennello nel sugo
Ed il suo quadro è leccornia per il mondo.
Perché per noi non è mangiare.
È poesia.
Il rumore del mattarello
Supera le voci dei passanti ,
Mani sapienti che curano
La pasta come figli.
Il forno grida di entusiasmo: la pizza è pronta !
Anche se ora vorrei fare un tuffo
Nel sugo di amatriciana .
Carezze che hanno curato i miei pensieri.
Ricordi fatti fatti di profumi
Che mai nella mia vita potrò dimenticare.
Di questo rito siamo tutti contagiati,
Una preghiera che ci rende fratelli.
L’ UNESCO si inchina alla nostra cucina
E noi con lui.

MM


PATRIMONIO QUOTIDIANO

La cucina italiana è stata ufficialmente riconosciuta dall’UNESCO come Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità

Grida Di Un Dolore Muto

Tra il sogno di “ogni uomo nasce libero” e il buio dell’oggi.

Il 10 dicembre 1948, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite approvò e proclamò la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani


Camminai lungo le tenebre più profonde dell’uomo ,
E vidi i dirupi di quanto egli è capace.
Spesso ebbi la tentazione di tornare indietro ,
Ma solo altro buio mi avrebbe atteso.
Poi trovai un vecchio libro
Con le firme di ognuno .
“Ogni uomo nasce libero “
Come il tempo che fugge
Dai granelli di una clessidra.
Quei fogli così fragili
Furono lame per tagliare catene.
Le grida di un dolore muto

MM


La Tua Luce Preferita

Misteriosa sirena di luce,
Inquieta musa
Che appollaiata tra i suoi pensieri
Rischiara le tenebre di ognuno.
La cercavi spesso.
Ovunque.
Tra le sue braccia materne
Nascondevi le tue paure.
Luna,
Quanto l’hai amata
Forse perché non ha maschere
O forse centomila ,
Come le anime fragili che raccontavi.
Vetri di carta dietro cui proteggersi.
Nel teatro fatto di stelle
La tua luce preferita
Non si dimentica mai di te

MM

Louvre

L’Egitto ha sconfitto quattromila anni di sabbia, ma si è arreso all’idraulica parigina.

Nel silenzio della pioggia
Cade la solita litania .
Ferite fatte di gocce
Che dilaniano vecchi papiri.
Non è Belfagor
a spaventare le gelide stanze
O ladri che derubano il mondo.
La maledizione mai sopita
È una tempesta
Che annega i respiri dei faraoni
Pagine annacquate,
Sepolte sotto millenni
Ma che ancor potevano ancora parlare.
La storia
È sabbia sabbia volata via
Come lacrime di un viso vuoto.

MM

Home
Cerca
Categorie
×