
Il 17 Dicembre 1903 a Kitty Hawk, nella Carolina del Nord, Orville e Wilbur Wright compiono il primo volo controllato con motore della storia.
Fragile il legno che portava quei sogni.
Gridava il motore sognando l’impresa.
Il cielo non li conosceva
E con inni di scherno li sfidava.
Pochi secondi,
Il ritornello di una canzone,
Poi la musica non smise più.
L’uomo poteva vedere il sole in faccia,
Gli sbuffi di terra alzarsi in saluto.
Quelle ali cucite qul giorno
Diventarono un vestito conune
Per camminare nel vento.
Una firma nell’aria di gloria.
MM
Il “filo” del discorso
Orville e Wilbur, hanno appena distrutto il Flyer in un incidente a terra. Poco dopo inviano un telegramma di una calma glaciale al padre : «Velocità media attraverso l’aria trentuno miglia, il più lungo 57 secondi». Hanno appena volato , eppure riducono l’evento a una questione di tachimetri e cronometri. Per loro, quei numeri sono l’unica lingua che conta per descrivere il miracolo che è appena accaduto. Il messaggio poi si chiude con un brusco ritorno alla terraferma: bisogna «informare la stampa» perchè il mondo sappia, e subito dopo «a casa per Natale» per la fretta di tornare figli. Oggi vogliamo ricordare con tutti voi quei 57 secondi che hanno aperto la porta del cielo, senza chiedere permesso.
DC

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