SCHEGGE

L’8 aprile 1973 moriva Pablo Picasso, geniale pittore spagnolo.
Rivoluzionò l’arte frantumando la realtà e reinventando lo sguardo umano.
Tra luce e forme spezzate, trasformò il caos in linguaggio eterno.


C’era un fuoco inquieto
nelle tue mani:
una febbre
frantuma
il volto
in schegge di luce,
la linea trema
dentro il cubo.
Ogni occhio
è un’isola divisa,
ogni bocca
una ferita che canta.
Il mondo si piega
obliquo
come un ricordo
che non ritorna.
Amavi le donne
come tempesta
senza riparo,
senza fine
Nel blu
dei tuoi pensieri
un colore fugge
in cerca
di frammenti
di vita.

MM

TI HO SENTITA

25 marzo 1942, nasce a Memphis (Tennessee) Aretha Franklin.
Una voce capace di farsi anima, tra dolore e libertà.


La tua voce nasceva
dal fondo della terra
dove il cielo si alza
come le mani.
Un suono
che distrugge resistenze,
lo scialle
sulla pelle infreddolita.
Cantavi come chi ama troppo,
il dolore lo trasforma
in carezza.
Una preghiera ruvida
tra le strade d’America,
dove le ferite si facevano rose.
Io ti ho sentita
nelle stanze vuote del cuore,
quando la notte graffia piano
e nessuno resta.
Ti ho sentita.
E mi basta.

MM

IL CIELO DIVISO

L’8 gennaio 1642 si spegneva ad Arcetri Galileo Galilei.

La scoperta delle fasi di Venere fu la prova regina che i pianeti orbitano attorno al Sole, costringendo il cielo a dire il vero. Nella Lettera a Cristina, Galileo eleva questa osservazione visiva a criterio di verità assoluta, superiore a qualsiasi autorità cartacea, ridisegnando la gerarchia delle fonti. Di fronte all’evidenza del cannocchiale, egli ha l’audacia di affermare un nuovo primato metodologico: “Mi par che, nelle dispute naturali, la Bibbia doverebbe esser riserbata nell’ultimo luogo”. La filosofia naturale smette così di essere interpretazione di testi antichi per diventare visione diretta, visibile. Galileo difende le sue scoperte come obbedienza allo strumento divino dell’intelletto: “Né posso credere che lo stesso Dio che ci ha dotati di sensi, discorso e intelletto, abbia voluto, posponendo l’uso di questi, darci con altro mezzo le notizie che per quelli possiamo conseguire”. Se i sensi ci mostrano un cielo diverso da quello delle Scritture, non è la natura a mentire, ma l’interpretazione umana a sbagliare ambito, poiché, con una sentenza che recide il nodo tra fede e scienza, Galileo ci ricorda che “l’intenzione dello Spirito Santo essere d’insegnarci come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo”. Le lune di Giove e la luce di Venere non sono seplici opinioni, ma sono fatti che l’occhio impone all’intelletto, lasciando alla teologia la cura delle anime, non delle orbite. L’8 gennaio 1642, nell’isolamento di Arcetri, si chiudeva l’esistenza terrena di Galileo Galilei. Oggi ne ricordiamo il passaggio non per celebrarne la fine, ma per sottolineare come quel tramonto fisico abbia segnato l’alba definitiva di un mondo nuovo, spogliato dalle ombre del preconcetto.
DC

Riferimento: Galileo Galilei – Lettera a Cristina di Lorena, Granduchessa di Toscana

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IL RE

Il Cielo Non Li Conosceva

Il 17 Dicembre 1903 a Kitty Hawk, nella Carolina del Nord, Orville e Wilbur Wright compiono il primo volo controllato con motore della storia.


Fragile il legno che portava quei sogni.
Gridava il motore sognando l’impresa.
Il cielo non li conosceva
E con inni di scherno li sfidava.
Pochi secondi,
Il ritornello di una canzone,
Poi la musica non smise più.
L’uomo poteva vedere il sole in faccia,
Gli sbuffi di terra alzarsi in saluto.
Quelle ali cucite qul giorno
Diventarono un vestito conune
Per camminare nel vento.
Una firma nell’aria di gloria.

MM


Il “filo” del discorso

Orville e Wilbur, hanno appena distrutto il Flyer in un incidente a terra. Poco dopo inviano un telegramma di una calma glaciale al padre : «Velocità media attraverso l’aria trentuno miglia, il più lungo 57 secondi». Hanno appena volato , eppure riducono l’evento a una questione di tachimetri e cronometri. Per loro, quei numeri sono l’unica lingua che conta per descrivere il miracolo che è appena accaduto. Il messaggio poi si chiude con un brusco ritorno alla terraferma: bisogna «informare la stampa» perchè il mondo sappia, e subito dopo «a casa per Natale» per la fretta di tornare figli. Oggi vogliamo ricordare con tutti voi quei 57 secondi che hanno aperto la porta del cielo, senza chiedere permesso.
DC

Riferimento: Orville Wright, Telegramma del 17 Dicembre 1903

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