
Un filo docile che collega i mondi,
E l’aria impenitente
che si diverte a scherzarlo.
Un soffio gigante
Che spinge l’uomo al futuro.
Dalla Cornovaglia a Terranova,
L’orecchio ascolta un saluto amico .
Vibra la voce
Con l’emozione dell’uomo che
Parla al mondo.
Di quel lampo c’è un ricordo lontano,
Un sussurro che ancora oggi sentiamo.
MM
«Alle 12:30, tesi l’orecchio e sentii tre deboli scatti…». In quel momento preciso, l’orecchio di un solo uomo ha smentito la matematica di un secolo. Come ricorderà lo stesso Marconi nella sua Nobel Lecture, la scienza ufficiale aveva decretato l’impossibilità dell’impresa: «Molti eminenti scienziati avevano affermato che la curvatura della terra avrebbe impedito la comunicazione». Quei tre scatti sono la prova empirica che la realtà ignora i divieti della teoria. Marconi ha vinto con l’intuizione che l’etere potesse seguire la terra come un abbraccio invisibile. Quel suono debole è il rumore che fa un dogma quando crolla: la dimostrazione che l’impossibile è spesso solo un calcolo sbagliato.
DC
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