QUANDO LA PIETRA TACQUE

15 febbraio 1564 — nasce Galileo Galilei.
Guardando nel cielo scoprì che la Terra non è il centro del mondo, ma una viaggiatrice tra le stelle.


La notte era un vetro freddo
e un occhio posato
alla ferita del cielo.
Tacquero le campane
ai tuoi fogli,
la pietra non seppe più pregare.
Un lume tremava
nella stanza di Firenze
mentre le stelle cadevano
dentro il cannocchiale.
La terra piegò l’ombra
a un Re invisibile,
e Noi
ci scoprimmo Tutti in viaggio.
Ti chiesero silenzio
come si chiude l’inverno,
ma la verità copriva le braci
come uno scialle sul sonno.
Ti immagino seduto
ai bordi del cielo,
mendicante di luce,
a guardare passare
la carovana del mondo.

MM

Un Soffio Gigante

Il 12 dicembre 1901 Guglielmo Marconi piega l’orizzonte e unisce i continenti

Un filo docile che collega i mondi,
E l’aria impenitente
che si diverte a scherzarlo.
Un soffio gigante
Che spinge l’uomo al futuro.
Dalla Cornovaglia a Terranova,
L’orecchio ascolta un saluto amico .
Vibra la voce
Con l’emozione dell’uomo che
Parla al mondo.
Di quel lampo c’è un ricordo lontano,
Un sussurro che ancora oggi sentiamo.

MM


«Alle 12:30, tesi l’orecchio e sentii tre deboli scatti…». In quel momento preciso, l’orecchio di un solo uomo ha smentito la matematica di un secolo. Come ricorderà lo stesso Marconi nella sua Nobel Lecture, la scienza ufficiale aveva decretato l’impossibilità dell’impresa: «Molti eminenti scienziati avevano affermato che la curvatura della terra avrebbe impedito la comunicazione». Quei tre scatti sono la prova empirica che la realtà ignora i divieti della teoria. Marconi ha vinto con l’intuizione che l’etere potesse seguire la terra come un abbraccio invisibile. Quel suono debole è il rumore che fa un dogma quando crolla: la dimostrazione che l’impossibile è spesso solo un calcolo sbagliato.
DC

Riferimento: Guglielmo Marconi, Proceedings of the Royal Society (Londra, giugno 1902)

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