

A Montgomery, Alabama, nel 1955, Rosa Parks si rifiutò di cedere il suo posto sull’autobus a un uomo bianco infrangendo le leggi sulla segregazione razziale.
Un giorno come tanti
Il gelo legava la mie caviglie.
Ero libera
Dentro una prigione fatta di odio.
L’autobus colmo di anime senza colore
Sembrava stanco come me. Forse più.
Il finestrino appannato mi ingannava
Di un mondo buono,
Di una felicità che non era per me. Non era per quelli come me
Forse colpa dei miei capelli ricci ,
Gli occhi troppo grandi
O la mia pelle che aveva il colore della notte
Le catene si erano rotte da tempo
Ma quel giorno ,
Un giorno cone tanti
Le ho sentite di nuovo stringere.
“Alzati”
Grida come pugnalate
Sul mio corpo stanco
Ma quella volta no
Rimasi in piedi pur restando seduta
E il bianco privilegio
Dovette inchinarsi
MM
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