

Mentre i “Grandi Quattro” tracciano confini su mappe mute, ignorano il pulsare biologico di un continente che non necessita di nuove frontiere, ma di mercati aperti.Il Trattato è un cadavere teorico, un costrutto politico che si sovrappone ciecamente alla realtà organica dell’economia europea, erigendo barriere doganali dove dovrebbe scorrere la linfa del capitale e delle merci. L’orrore di Versailles non risiede come alcuni possono pensare nelle sue clausole territoriali, ma nel silenzio sui mezzi di sussistenza, perchè come ci ricorda J.M. Keynes: «Il Trattato non comprende alcuna clausola per la restaurazione economica dell’Europa», trasformando così la pace in una sentenza di morte per inedia. I firmatari, chiusi nella loro astrazione vendicativa, non sentono il rumore della fame che sale dalle strade di Berlino e Vienna, ma «gli uomini non moriranno sempre in silenzio» e la disperazione, una volta raggiunta la massa critica, spazzerà via le fragili dighe di carta erette dai diplomatici. Questa non è giustizia, è una pace cartaginese mascherata da contabilità, e «la vendetta, oso predirlo, non tarderà», poiché non si può costruire l’ordine politico sulla distruzione sistematica del tessuto vitale di un popolo e sulla negazione della libertà di scambio.
DC
Riferimento: John Maynard Keynes Opera: Le conseguenze economiche della pace (1919)
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