L’IMPERATIVO DEL NORD

L’Europa dei “volenterosi” erige uno scudo diplomatico attorno alla Groenlandia, ribadendo l’inviolabilità della sovranità danese contro le rinnovate ambizioni di acquisizione strategica da parte degli Stati Uniti.

L’atteggiamento dei “volenterosi”, che blindano la Groenlandia contro le pretese di annessione, risponde all’unico imperativo giuridico capace di preservare la dignità delle nazioni. Kant aveva già tracciato questa linea rossa: uno Stato non è una proprietà, ma una comunità di uomini. Trattare la Groenlandia come un oggetto da acquisire per la sicurezza americana significa degradarla a “patrimonium”, violando la sua natura di soggetto morale. Kant è inequivocabile: “Uno Stato non è un avere (patrimonium). È una società di uomini, sulla quale nessun altro all’infuori di essa stessa può comandare o disporre”. L’intenzione americana di “incorporare” l’isola, come si fa con un ramo d’azienda, è un ritorno alla barbarie pre-giuridica. La resistenza europea è la difesa di quel principio cosmopolitico secondo cui “La violazione del diritto avvenuta in un punto della terra è avvertita in tutti i punti”. Cedere alle lusinghe o alle pressioni di Washington significherebbe ammettere che la forza economica può cancellare la storia, un abominio per la ragione poiché “Innestarlo come un innesto in un altro Stato significa sopprimere la sua esistenza come persona morale”. Il ghiaccio non si compra, si rispetta.
DC

Riferimento: Immanuel Kant – Per la pace perpetua

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