L’AUTUNNO CHE SIAMO

Oggi celebriamo la nascita di Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto, 8 Febbraio 1888), maestro dell’Ermetismo. Ricordiamo i suoi capolavori: L’Allegria, Sentimento del Tempo, Il Dolore e La Terra Promessa.

Il “Si sta” di Ungaretti incarna l’istante in cui l’uomo smette di progettare il futuro e aderisce totalmente al suo presente fragile. La nostra epoca rifiuta la dignità di questo indugio, consumando ogni esperienza prima ancora che possa sedimentarsi nella coscienza. «Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie»: il verso ci inchioda a una permanenza dolorosa ma necessaria, esponendoci a un vento che non governiamo. La società contemporanea satura questo silenzio con l’urgenza dell’immediato, nel tentativo disperato di coprire il rumore sordo della nostra finitudine. L’intrattenimento diviene l’anestetico per non sentire il brivido della precarietà. Abitare questa incertezza è l’unico atto di verità rimasto. Onorare la nascita di Giuseppe Ungaretti oggi significa avere il coraggio di riconoscersi in quella foglia, accettando che la nostra unica grandezza risiede nel modo in cui abitiamo l’attimo che precede il distacco.
DC

Riferimento: Giuseppe Ungaretti L’Allegria (1918)

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UN VENTO DI SASSI

IL LUSSO DELL’ESSENZIALE

L’8 febbraio 1888 nasceva Giuseppe Ungaretti,
poeta dell’Ermetismo, che ridusse la parola all’essenziale. Autore di capolavori come Veglia,Mattina, Soldati, San Martino del Carso.


Nel greto della parola
Egli posa il cuore,
come vedere Dio
un istante.
Non spiega,
scrive vivendo:
Il tocco breve
di una carezza.
Le trincee
urlano
nel silenzio
dei suoi versi,
l’amore
sussurrato
al vento.
Mi hai insegnato
il lusso dell’essenziale,
la bellezza
quando si ha sete.
Maestro,
ti aggrappi alla poesia
come un ramo nel buio:
La corrente
si placa un momento
ma dura
per sempre.
MM

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