OMBRE SENZA RITORNO

Il 29 marzo 1973 gli Stati Uniti completarono il ritiro delle truppe dal Vietnam.
La guerra però continuò fino al 1975, lasciando ferite profonde nel paese


Partono
inermi
non più eroi.
Uomini
con la polvere
negli occhi
e la giungla
che respira dentro.
La guerra
resta appesa
come un vestito sporco
alle case.
l’ultimo passo
non chiude
la ferita:
resta nell’aria
il pianto delle foglie.
Saigon
ancora
respira morte,
guarda ombre
andare via.
Senza ritorno

MM

L’AUTUNNO CHE SIAMO

Oggi celebriamo la nascita di Giuseppe Ungaretti (Alessandria d’Egitto, 8 Febbraio 1888), maestro dell’Ermetismo. Ricordiamo i suoi capolavori: L’Allegria, Sentimento del Tempo, Il Dolore e La Terra Promessa.

Il “Si sta” di Ungaretti incarna l’istante in cui l’uomo smette di progettare il futuro e aderisce totalmente al suo presente fragile. La nostra epoca rifiuta la dignità di questo indugio, consumando ogni esperienza prima ancora che possa sedimentarsi nella coscienza. «Si sta come / d’autunno / sugli alberi / le foglie»: il verso ci inchioda a una permanenza dolorosa ma necessaria, esponendoci a un vento che non governiamo. La società contemporanea satura questo silenzio con l’urgenza dell’immediato, nel tentativo disperato di coprire il rumore sordo della nostra finitudine. L’intrattenimento diviene l’anestetico per non sentire il brivido della precarietà. Abitare questa incertezza è l’unico atto di verità rimasto. Onorare la nascita di Giuseppe Ungaretti oggi significa avere il coraggio di riconoscersi in quella foglia, accettando che la nostra unica grandezza risiede nel modo in cui abitiamo l’attimo che precede il distacco.
DC

Riferimento: Giuseppe Ungaretti L’Allegria (1918)

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