

20 marzo 1852 — viene pubblicato “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe.
Un romanzo che racconta, con dolore e umanità, la vita degli schiavi nelle piantagioni americane, dando voce alla dignità e alla sofferenza di un uomo che non smette di credere, anche quando tutto sembra perduto.
Nella notte lenta dei campi
il respiro è terra e dolore,
Tom,
è un filo che non si spezza.
Cammina piegato al vento,
al cenno del padrone,
ma lo sguardo è alto
come luce ostinata.
Non grida,
ma ogni passo è una ferita che parla,
ogni sguardo
un cielo negato agli uomini.
La sua capanna
è un cuore che sanguina piano
e arde in una fede
più grande della paura.
E quando il mondo
comincerà a cadere,
sarà la canzone
che non vuole finire,
quella poesia breve
che fa piangere
ogni volta.
MM
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