COME UN INVERNO

16 luglio 1951 – Esce negli Stati Uniti Il giovane Holden di J. D. Salinger.
Il romanzo diventa un simbolo dell’adolescenza, della ricerca di sé e del difficile passaggio all’età adulta.


Cammina
tra luci spente.
Ogni volto
è una porta chiusa.
Stringe il silenzio
come un inverno.
Cerca un campo
d’erba
dove l’infanzia
non cada.

MM

PIÙ BIANCA DELL’ALBA

Il 2 luglio 1961 moriva a Ketchum (Idaho), Ernest Hemingway, gigante della letteratura del Novecento e Premio Nobel nel 1954. Autore di capolavori come “Il vecchio e il mare”, “Addio alle armi” e “Per chi suona la campana”
Ha lasciato un’impronta indelebile nella narrativa mondiale.


Il mare conosceva
il tuo nome
prima
degli uomini.
Le onde custodiscono
impronte
come un segreto
affidato al vento.
Restò
il sale.
Tra le mani
una pagina
più bianca
dell’alba.
Noi
ascoltiamo
il silenzio
che ancora
scrive.

MM

DOMANI

Il 30 giugno 1936 viene pubblicato negli Stati Uniti Via col vento di Margaret Mitchell, romanzo destinato a diventare un classico della letteratura mondiale e fonte d’ispirazione per il celebre film del 1939.


La casa
dimentica
le voci.
La terra
ha mani
rosse
di polvere.
Un amore
passa,
come cenere
sulle stagioni.
Brucia
la sera.
Il vento
non salva.
Porta
ombre,
silenzi.
Eppure
una mano
raccoglie
l’ultimo
frammento di luce.
Domani.

MM

NEVE TRATTENUTA

Il 15 maggio 1886 moriva a Amherst (Massachusetts) Emily Dickinson, immensa poetessa americana. Con il suo stile intimo e visionario trasformò il silenzio, la natura e l’anima in alcune delle poesie più profonde della letteratura mondiale.


Abitavi il silenzio
come un piccolo
uccello d’inverno.
Ogni parola
era neve trattenuta
prima della caduta.
Le finestre ti tenevano stretta
come mani di madre,
e il giardino saliva dentro di te
con i suoi fiori insonni.
Il mondo bussava forte,
e tu rispondevi
con il passo lieve
di una tenda
mossa dal vento.
Le tue poesie erano ferite
che imparavano a cantare.
Musiche affidate ai cieli.

MM

LUCE OSTINATA

20 marzo 1852 — viene pubblicato “La capanna dello zio Tom” di Harriet Beecher Stowe.
Un romanzo che racconta, con dolore e umanità, la vita degli schiavi nelle piantagioni americane, dando voce alla dignità e alla sofferenza di un uomo che non smette di credere, anche quando tutto sembra perduto.


Nella notte lenta dei campi
il respiro è terra e dolore,
Tom,
è un filo che non si spezza.
Cammina piegato al vento,
al cenno del padrone,
ma lo sguardo è alto
come luce ostinata.
Non grida,
ma ogni passo è una ferita che parla,
ogni sguardo
un cielo negato agli uomini.
La sua capanna
è un cuore che sanguina piano
e arde in una fede
più grande della paura.
E quando il mondo
comincerà a cadere,
sarà la canzone
che non vuole finire,
quella poesia breve
che fa piangere
ogni volta.

MM

Home
Cerca
Categorie
×