

Il 4 maggio 1949 si spegneva a Superga il Grande Torino, leggenda del calcio italiano.
Da allora Torino ne respira il ricordo, dove i nomi non muoiono ma diventano preghiera.
Alba spenta.
Il cielo
si fece pietra.
Sulla collina
l’erba non sa
dimenticare.
Passi di memoria
tra maglie
senza corpo.
Eravate polmoni
di sogno
e sudore d’aprile,
figli di un pallone
che rotolava
come un cuore
tra le mani del mondo.
Invincibili,
come il vento
quando parla.
E i nomi
non muoiono:
diventano preghiera.
Ma Torino
vi respira ancora
nelle vene della sera,
quando il buio si accende
e chiama,
piano,
Dio.
MM
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