SALIRONO AL CIELO

L’11 luglio 1982, a Madrid, l’Italia supera 3-1 la Germania Ovest e conquista il suo terzo Mondiale. Una delle pagine più luminose della sua storia sportiva.


Nel grido
si ruppe il buio,
e l’erba di Madrid
ebbe luce di patria.
Undici passi
salirono
al cielo.
La coppa,
alta,
come luna
sulle mani
degli uomini.
E la notte
ricordò
il nostro nome.

MM

VOLO BIANCO

Il 9 luglio 1877 ebbe inizio il primo torneo di Wimbledon, destinato a diventare il simbolo del tennis mondiale.


Sull’erba antica
un respiro di luce.
Un volo bianco
oltre la rete.
La palla attraversa
il silenzio,
mentre il tempo tace.
La rete divide
l’uomo dal suo destino.
Resta soltanto
il vento d’estate
a custodire
l’ultimo rimbalzo.

MM

GUARDARTI

1 luglio 1961 – Nasce a Birmingham, Alabama, Carl Lewis, uno dei più grandi atleti della storia. Vincitore di 9 ori olimpici (Los Angeles 1984, Seul 1988, Barcellona 1992 e Atlanta 1996) e 8 titoli mondiali, è ricordato come il leggendario “Figlio del Vento”.


Come il vento,
la sua voce.
Correvi così forte
che neanche
potevi ascoltarlo.
Solo la vittoria
ti restituiva
il silenzio.
E lì
il tempo
si fermava
a guardarti.

MM

ALBA SPENTA

Il 4 maggio 1949 si spegneva a Superga il Grande Torino, leggenda del calcio italiano.
Da allora Torino ne respira il ricordo, dove i nomi non muoiono ma diventano preghiera.


Alba spenta.
Il cielo
si fece pietra.
Sulla collina
l’erba non sa
dimenticare.
Passi di memoria
tra maglie
senza corpo.
Eravate polmoni
di sogno
e sudore d’aprile,
figli di un pallone
che rotolava
come un cuore
tra le mani del mondo.
Invincibili,
come il vento
quando parla.
E i nomi
non muoiono:
diventano preghiera.
Ma Torino
vi respira ancora
nelle vene della sera,
quando il buio si accende
e chiama,
piano,
Dio.

MM

PIÙ VELOCE DEL MURO

Il 31 marzo 1980 moriva a Tucson (Arizona, USA) Jesse Owens,
velocista afroamericano che trionfò alle Olimpiadi di Berlino 1936, nel pieno del regime nazista.


Correvi
contro il peso
del silenzio,
nel vento cieco
delle voci.
Eri più veloce
del dolore,
con la vittoria
tatuata sulla pelle.
Sento ali
scavare la terra
per portarti
sino in cielo,
e il mondo tacque.
Quattro volte
il vento
ti chiamò per nome
tra bandiere immobili.
Il tempo
si inchinò
come di fronte
a un miracolo.
Berlino
rimase indietro,
polvere negli occhi
di chi non vedeva,
e tu,
solo un uomo,
più veloce
di ogni muro.

MM

Home
Cerca
Categorie
×