ALBA DI PIETRA

14 luglio 1789
La presa della Bastiglia segnò l’inizio della Rivoluzione francese: il popolo di Parigi abbatté il simbolo dell’assolutismo, aprendo la strada agli ideali di libertà, uguaglianza e fraternità.


Le mura caddero
come sera sull’antico dolore.
Dalle mani del popolo
nacque un’alba.
La libertà
camminava tremando
fra le pietre cadute.
Non aveva voce,
ma respirava.

MM

GRAFFIO DI PROFUMO

21 giugno 1953 – Karachi (Pakistan)
Nasce Benazir Bhutto, politica pakistana e prima donna eletta democraticamente a capo di un governo in un Paese a maggioranza musulmana. Simbolo di democrazia, coraggio e partecipazione femminile alla vita pubblica, è rimasta una delle figure più influenti della storia contemporanea del Pakistan.


Avevi negli occhi
una folla di strade,
di chi non ha paura
di parlare
soltanto per tacere.
Portavi parole
come fossero rose:
un graffio di profumo
rimasto sulla pelle.
Il tuo cuore
non era fatto per i palazzi,
ma per le tempeste.
Eri figlia del dolore,
madre di un sogno
ostinato.
Certi nomi
non imparano a morire,
restano appesi all’aria,
tra le mani di chi lotta.
Il tuo nome
è ancora una chiave
per tutte le porte
che vogliono aprirsi.

MM

ETERNO VOLO

Il 19 giugno 1918 moriva a Nervesa della Battaglia (Treviso) Francesco Baracca, il più celebre aviatore italiano della Prima guerra mondiale. Sul suo aereo portava il cavallino rampante che, anni dopo, avrebbe ispirato il simbolo della Ferrari.


Nel cielo
di ferro
hai lasciato
il tuo nome.
Un cavallo nero
sull’ala,
scalcia
nel sole.
Tra nuvole ferite
cerca
l’orizzonte.
Poi silenzio.
Eterno volo.

MM

NELLA NOTTE DEL MONDO

Il 12 giugno 1929 nasceva a Francoforte sul Meno (Germania) Anna Frank, giovane ebrea tedesca divenuta simbolo della Shoah grazie al suo diario. Le sue parole continuano a testimoniare il valore della libertà e della dignità umana.


Avevi un giardino
chiuso tra quattro pareti,
ma coltivavi la libertà
come un fiore prezioso.
La paura bussava forte
alle porte del buio,
raccoglievi parole
come fiori ostinati.
C’era guerra
nelle strade.
L’inverno dell’umanità.
C’era vita
nel tuo quaderno.
Hai insegnato al silenzio
a parlare,
all’ombra
a non vincere.
Resta la tua voce
nella notte
del mondo.

MM

MITE FUOCO

L’11 giugno del 1984 morì a Padova Enrico Berlinguer, storico segretario del Partito Comunista Italiano. La sua voce di rigore, dignità e speranza lasciò un segno profondo nella vita politica e civile del Paese.


Voce
di vento,
nelle piazze
senza nome.
Sfiora appena
la coscienza
e scuote l’albero
delle ingiustizie.
Mite fuoco
che accende passioni,
del sudore
che si fa folla.
Una lanterna
scalda l’inverno.
Le tue parole
sono il pane
di chi ha poco.
Sento la brace
tra discorsi spenti,
e il tuo ricordo
ritorna sulle spalle
di una schiena
infreddolita.

MM

DOMANI

Il 6 giugno 1944 le forze alleate sbarcarono sulle coste della Normandia, dando inizio all’Operazione Overlord.
Quel giorno segnò l’inizio della liberazione dell’Europa occidentale dall’occupazione nazista.


Il mare era una madre
inquieta,
con le braccia colme
di figli.
Acque gelide
che non conoscevano
nomi,
ma soltanto destini.
Vennero dalle onde
come un segreto
consegnato
alla riva.
La paura
sotto le divise.
Terra.
Per molti
fu la fine.
Eppure
nell’urlo del ferro
nacque
domani.

MM

FILO D’ERBA

4 giugno 1989, Piazza Tiananmen, Pechino.
La repressione delle proteste studentesche per la democrazia lasciò un’immagine destinata alla storia: un uomo solo davanti ai carri armati.


Non sapeva l’alba
d’essere ferita.
La piazza era un respiro
di giovani mani
con la primavera tra le dita.
Vennero i cingoli
come una stagione di ferro.
Caddero voci,
cartelli,
nomi.
Un uomo solo,
un fragile filo d’erba,
fermò per un istante
il peso della terra.
Ancora cammina.

MM

MADRE

Il 2 giugno 1946, dalle ferite della guerra, gli italiani scelsero la Repubblica con un referendum.
Come un seme nella terra, una nuova speranza mise radici nel Paese


Dalle macerie
dell’alba
un seme
nella terra ferita.
Le piazze avevano
polvere e silenzio,
mani stanche di guerra.
Poi una voce
sorse dalle piazze
come pioggia d’estate.
Una bandiera
respira
nel vento
e chiama:
Madre.

MM

ALBA SPENTA

Il 4 maggio 1949 si spegneva a Superga il Grande Torino, leggenda del calcio italiano.
Da allora Torino ne respira il ricordo, dove i nomi non muoiono ma diventano preghiera.


Alba spenta.
Il cielo
si fece pietra.
Sulla collina
l’erba non sa
dimenticare.
Passi di memoria
tra maglie
senza corpo.
Eravate polmoni
di sogno
e sudore d’aprile,
figli di un pallone
che rotolava
come un cuore
tra le mani del mondo.
Invincibili,
come il vento
quando parla.
E i nomi
non muoiono:
diventano preghiera.
Ma Torino
vi respira ancora
nelle vene della sera,
quando il buio si accende
e chiama,
piano,
Dio.

MM

TRA LE PIETRE

Il 25 aprile 1945 segnò la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, grazie all’azione congiunta degli Alleati e della Resistenza.
Un giorno simbolo di rinascita, memoria e conquista della libertà.


Dalle strade vuote
un nome sommesso:
libertà scorre
tra le pietre.
Mani tremanti nel buio
sciolsero le catene
in un pianto.
Quel giorno, in aprile,
mi aprì il petto
come una stanza chiusa da anni.
Dentro c’erano ancora
le voci spezzate,
i nomi lasciati sul pavimento.
Non entrò in silenzio:
bussò con mani ferite,
graffiò le porte
nel cuore stanco degli uomini.
Oggi è una poesia
che leggo e rileggo
come la prima volta

MM

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