Chi Odia La Luce

Ieri a Bondi Beach ( In Australia, Nuovo Galles del Sud) ad una celebrazione religiosa ebraica (Hanukkah) sono morte almeno 12 persone in un attentato terroristico. 29 i feriti

Erano luci di festa
Su quella spiaggia colorata di tramonto ,
Le candele ballavano al suono del mare .
Poi,
Un tuono nel buio
Da chi odia la luce.
Quel suono di orrore
Ripetuto a raffica.
La notte pare nuda,
Impaurita,
Senza capirne il motivo.
MM


C’è un contrasto insopportabile tra la ciclicità di una festa millenaria come Hanukkah, che ritorna ogni anno per affermare la vittoria della luce, e l’atto che ha insanguinato Sydney. Il filosofo Vladimir Jankélévitch definiva la morte come «l’apparizione improvvisa dell’irreversibile». Mentre la vita gioca sulla spiaggia, l’attentato introduce un taglio netto nel tempo, un “mai più” che non ammette repliche. «La morte non è un passaggio, è uno strappo», scriveva il filosofo. La violenza è questo potere mostruoso di imporre un silenzio definitivo dove prima c’era il canto. Di fronte a questo “non-senso” radicale, la filosofia non offre consolazioni, ma registra il dolore dello strappo che nessuna luce successiva potrà mai ricucire del tutto.
DC

Riferimento: Vladimir Jankélévitch La Morte

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