

Stati Uniti e Israele hanno colpito l’Iran, provocando la morte di Ali Khamenei. L’eliminazione del vertice teocratico azzera le pretese di un pacifismo paralizzante e riconduce il conflitto alla pura necessità di autoconservazione. John Locke teorizza l’uso della forza letale come diritto inalienabile di fronte a chi mina le fondamenta della società civile. L’attacco mirato smantella il potere di un regime votato alla destabilizzazione, assecondando la regola aurea per cui “chi tenta di porre un altro in suo assoluto potere si mette perciò stesso in stato di guerra con lui”. L’Occidente disinnesca il potenziale offensivo iraniano sopprimendone la guida. La destituzione armata è l’adempimento di un dovere di sicurezza estrema. Chi governa attraverso l’intimidazione globale rinuncia a ogni tutela giuridica, stabilendo il principio materiale in base al quale i trasgressori “possono essere distrutti come le bestie feroci” che minacciano l’incolumità pubblica. L’offensiva ristabilisce l’ordine globale sanzionando il nemico sistemico. La tenuta delle istituzioni libere impone la rappresaglia assoluta, rendendo autoevidente che “è ragionevole e giusto ch’io abbia il diritto di distruggere chi mi minaccia di distruzione”.
DC
Riferimento: John Locke – Due trattati sul governo
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