NOMI NEL BUIO

È in corso un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro il regime di Teheran, durante il quale è stata confermata la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. L’Iran ha risposto con lanci di missili e droni verso Israele e diversi Stati del Golfo, tra cui Dubai e gli Emirati, segnando una forte escalation regionale.


La notte
era un lampo continuo
sopra città lontane.
Il cielo del deserto
si è aperto
come una ferita senza voce.
Parlano i missili
con voce di metallo.
Il rumore del ferro
scrive
nomi nel buio.
Guerra è canzone che ritorna:
una donna che urla
con capelli di cenere.
Il silenzio
dell’esplosione
pesa più del mondo.
E noi,
inermi,
contiamo le stelle
come superstiti di noi stessi.

MM

SENZA TRIONFO

19 febbraio 1945
Le truppe statunitensi sbarcano a Iwo Jima per conquistare gli aeroporti strategici ai piedi del monte Suribachi.
I difensori giapponesi combattono da una rete di tunnel sotterranei scavata nella roccia vulcanica.


Sull’isola nera
respira anime, la terra.
I ragazzi avevano cenere negli occhi
e una foto nel petto.
Casa: una stella lontana.
La notte nei crateri
come una ferita stanca,
nomi cadono dalle labbra.
Fumava nervosamente la montagna
davanti alle voci sepolte.
Salì al cielo la bandiera
senza trionfo:
una preghiera sporca di terra,
tardi per ognuno.

MM

L’INVERNO DIMENTICA

Il 14 febbraio si ricorda San Valentino, memoria di promesse scritte.
Protettore degli innamorati e dei nomi sussurrati piano.


Un vento sottile
piega le ombre
tra i muri spogli di febbraio.
Le mani si cercano
come naufraghi
nella sera che cade
sopra i cuori.
Senza fare rumore.
L’inverno insiste
sulla mia pelle ferita
mentre il sangue ascolta
musiche di primavera.
L’amore trema
come davanti ai tuoi occhi,
mi abita le vene
e cammina
senza chiedere permesso.
La fame di quegli istanti
si placa piano,
sottovoce,
quando pronunci
il mio nome,
e l’inverno dimentica.

MM

SUL FILO DELL’ACQUA

10 febbraio 1962.
Nel pieno della Guerra Fredda, sul Ponte di Glienicke avviene uno degli scambi di prigionieri più simbolici del Novecento:
il pilota americano Francis Gary Powers, catturato dall’URSS, viene scambiato con la spia sovietica Rudolf Abel.
sopra la corrente.


Due uomini
con le tasche piene
di segreti,
camminano,
inermi come bambini
sul filo dell’acqua.
Il ponte non parla
e regge
silenzio d’armi.
Un baratto,
come scarpe vecchie
passate di mano,
ancora buone
per scappare.
Non c’è vittoria,
ma uno scambio
di respiri:
la pace che passa
dentro pochi metri

MM

LA LUCE DI UNA LETTERA

3 febbraio 1468 – Muore Johannes Gutenberg
Padre della stampa moderna.
Colui che diede peso alla parola
e voce al tempo.


Il verbo imprigionato
alla parola,
trascinato
nel fiume dei ricordi.
Le parole
dormivano
chiuse in un cassetto,
come pane vecchio.
Hai rotto il silenzio
con piombo e inchiostro:
un dono
per chi vive in eterno.
Ora il tempo
scorre in colonne,
e nessuno
si accorge
della luce
di una lettera che passa.
Hai dato voce
a chi non l’aveva,
ci hai resi
meno soli,
un po’ più simili.

MM

L’ODIO TACE

31 gennaio 1854 – muore Silvio Pellico
Scrittore e patriota, conobbe il carcere e scelse il perdono, raccontando la prigionia in “Le mie prigioni”.


Nel buio della pietra
contavo i giorni
come respiri.
Il ferro suonava
sulla mia carne stanca.
Ho imparato
a non gridare.
Ho visto Dio
nella voce tremante
di un compagno,
nella paura che
si consuma
come minestra calda.
Il perdono mi tiene vivo
dentro a questa ciotola
di fame,
e l’odio tace.

MM

CAMICE BIANCO

Negli ultimi giorni, negli Stati Uniti, un infermiere è stato ucciso durante un’operazione di polizia.
La sua morte ha acceso proteste e interrogativi sull’uso della forza e sulla libertà.
sconfitta.


Camice bianco
cura il respiro,
ora giace a terra
come una preghiera
senza voce.
L’asfalto freddo
conserva domande
come fiori sotto la neve.
Sirene tagliano l’aria,
la città piange in silenzio
e il vento passa
sulle ferite scoperte.
La notte colpisce,
come un manganello:
una lezione
imparata a forza.
Mani alzate,
inermi,
cadono come neve sporca.
Ciò che resta del silenzio
sono singhiozzi trattenuti.
Paura che chiede
una libertà
ancora viva.
MM

MEMORIA DI DOLORE

28 gennaio 1813
Viene pubblicato Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen, un romanzo che racconta l’amore messo alla prova dall’orgoglio, dai pregiudizi e dalla paura di lasciarsi andare.


Il silenzio di Darcy
come inverno sulle labbra.
L’orgoglio
è un coltello riverso,
memoria di dolore.
Elizabeth chiusa
nella sua stanza,
contro il vento.
essere nudi
davanti all’amore.
Poi una parola cade,
il mondo li vede
lontani,
minuscoli.
Restare inermi
nel trovare l’amore:
era già lì,
nel pensiero,
e respirava con loro.

MM

VEDERE DIO PASSARE

26 gennaio 1917 – Giuseppe Ungaretti compone la poesia capolavoro “Mattina”.
L’ermetismo trova nell’alba la sua forma più pura, nel silenzio della guerra.


Tace la guerra,
un istante.
Due parole
inermi:
paura serena
in colori brevi.
L’uomo
nudo
al cospetto del fato.
L’infinito,
come un pasto caldo.
Per tutti.
Un uomo
tra fango e gelo,
consegna
una meraviglia
fanciulla. L’alba.
Voglio leggerlo
per sempre,
quell’istante di luce,
per vedere
Dio
passare.

MM

MINESTRA CALDA

22 gennaio 1891
nasce Antonio Gramsci, fondatore del Partito Comunista Italiano, intellettuale e dirigente politico, incarcerato dal regime fascista.


Il silenzio buio
delle sbarre.
pochi passi,
identici,
come grida
trattenute.
una crepa però
regge il cielo.
scrivo,
per essere libero.
le idee non hanno
catene.
resisto,
come una frase
incompiuta.
scrivo,
per chi verrà
e desidera
una minestra calda.

MM

Home
Cerca
Categorie
×