FERITE DI LUCE

Il 21 aprile 1926 nasceva a Londra Elisabetta II, destinata a diventare simbolo di continuità.
Dalla Seconda guerra mondiale a un lungo regno iniziato nel 1952, ha attraversato il tempo con discrezione e fermezza.


Corona
sul volto del tempo.
Nelle ore immobili
hai posato la voce,
come neve
senza rumore.
Ferma,
tra muri antichi,
si consumava il giorno
nella luce stanca
del mondo.
La guerra bussava,
svegliando paure.
Ma le crepe
erano ferite di luce
che si lasciavano
vedere.

MM

SANGUE CHE RICORDA

Il 7 aprile 1939 nasce a Detroit Francis Ford Coppola, geniale regista di origine italiana.
Autore di capolavori come Il Padrino e Apocalypse Now. Ha trasformato il cinema in un viaggio profondo tra potere, guerra e coscienza.


Hai negli occhi
il peso antico delle storie,
quelle che nascono lente
senza chiedere salvezza.
Nelle tue mani
il cinema diventava destino:
ombre raccolte nel giorno,
volti increduli
consumati da colpe.
Padrino
è sangue che ricorda,
poi l’apocalisse
venne incontro
in un fiume
che non ritorna.
Scavi
nel buio
un bagliore
ferito,
e la tua arte resta
come guerra
nell’anima.

MM

NOMI NEL BUIO

È in corso un attacco congiunto di Stati Uniti e Israele contro il regime di Teheran, durante il quale è stata confermata la morte della Guida Suprema Ali Khamenei. L’Iran ha risposto con lanci di missili e droni verso Israele e diversi Stati del Golfo, tra cui Dubai e gli Emirati, segnando una forte escalation regionale.


La notte
era un lampo continuo
sopra città lontane.
Il cielo del deserto
si è aperto
come una ferita senza voce.
Parlano i missili
con voce di metallo.
Il rumore del ferro
scrive
nomi nel buio.
Guerra è canzone che ritorna:
una donna che urla
con capelli di cenere.
Il silenzio
dell’esplosione
pesa più del mondo.
E noi,
inermi,
contiamo le stelle
come superstiti di noi stessi.

MM

LA NUOVA PREGHIERA

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo.
La poesia abbandona i templi della memoria e accende il suo cuore nel motore della città moderna.


Nacque dal giornale
una voce di ferro,
la città fumava
dentro le parole.
Una porta chiusa da anni
si spalancò alla luce,
cieca al suono del cuore.
L’uomo, museo.
Il tempo era scandito
da un motore acceso;
la folla s’inchinava
davanti a Dio,
e il rombo saliva
preghiera.
La guerra passò,
vento caldo sui nomi,
e ancora la notte
legge Omero
tra le fabbriche.

MM

SENZA TRIONFO

19 febbraio 1945
Le truppe statunitensi sbarcano a Iwo Jima per conquistare gli aeroporti strategici ai piedi del monte Suribachi.
I difensori giapponesi combattono da una rete di tunnel sotterranei scavata nella roccia vulcanica.


Sull’isola nera
respira anime, la terra.
I ragazzi avevano cenere negli occhi
e una foto nel petto.
Casa: una stella lontana.
La notte nei crateri
come una ferita stanca,
nomi cadono dalle labbra.
Fumava nervosamente la montagna
davanti alle voci sepolte.
Salì al cielo la bandiera
senza trionfo:
una preghiera sporca di terra,
tardi per ognuno.

MM

SUL FILO DELL’ACQUA

10 febbraio 1962.
Nel pieno della Guerra Fredda, sul Ponte di Glienicke avviene uno degli scambi di prigionieri più simbolici del Novecento:
il pilota americano Francis Gary Powers, catturato dall’URSS, viene scambiato con la spia sovietica Rudolf Abel.
sopra la corrente.


Due uomini
con le tasche piene
di segreti,
camminano,
inermi come bambini
sul filo dell’acqua.
Il ponte non parla
e regge
silenzio d’armi.
Un baratto,
come scarpe vecchie
passate di mano,
ancora buone
per scappare.
Non c’è vittoria,
ma uno scambio
di respiri:
la pace che passa
dentro pochi metri

MM

SENZA BAGNARE IL CUORE

4 febbraio 1900 – nasce Jacques Prevert,
autore di Le foglie morte, Barbara, Colazione del mattino,
poesie segnate dall’amore e dalle ferite della guerra


Ti ho visto abbracciare
la guerra senza mai baciarla:
camminare scalzo
nei tuoi versi,
tra le rovine dell’uomo.
Scrivere “amore”
mentre cadevano le bombe.
Ti ho visto amare
le donne,
con l’inchiostro di una penna,
fischiettare sotto la pioggia
senza bagnare il cuore.
Hai custodito la parola
che non salva,
ma cura piano,
come una febbre d’autunno
sulla pelle stanca.

MM

VEDERE DIO PASSARE

26 gennaio 1917 – Giuseppe Ungaretti compone la poesia capolavoro “Mattina”.
L’ermetismo trova nell’alba la sua forma più pura, nel silenzio della guerra.


Tace la guerra,
un istante.
Due parole
inermi:
paura serena
in colori brevi.
L’uomo
nudo
al cospetto del fato.
L’infinito,
come un pasto caldo.
Per tutti.
Un uomo
tra fango e gelo,
consegna
una meraviglia
fanciulla. L’alba.
Voglio leggerlo
per sempre,
quell’istante di luce,
per vedere
Dio
passare.

MM

Fragile Schiusa di Elleboro

L’arte del Deal su un campo di macerie.

Pace,
Parola gentile,
Fragile schiusa di Elleboro.
Resta intonso il libro
Che nessuno vuole aprire ,
E bombe che ancor cadono quiete.
Trump deluso ,
Voce lontana
Che grida sulle nostre teste
Pace ,
come un contratto di vendita immobiliare
mani esperte che parano il vento .
Pace
Come amore stanco
Ma sempre vivo ,
Chissà se qualcuno vorrà ancora scriverlo
.
MM

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