SIA LA CREPA

Il 2 febbraio 1882 nasceva James Joyce: cinico, monumentale e sovversivo. Ha demolito la struttura del romanzo classico per ricostruire la realtà attraverso il flusso di coscienza, consegnando alla storia l’analisi definitiva dell’uomo moderno, diviso tra mediocrità quotidiana e infinito interiore.

Accade, a volte, che nascere sia solo un modo elegante per iniziare a perdere pezzi. Joyce viene al mondo e il mondo, immediatamente, gli presenta il conto. Eppure, l’importanza di quel giorno sul calendario svanisce presto di fronte alla brutalità del presente. Stephen Dedalus distoglie lo sguardo dagli archivi del tempo per posarlo su quella volgarità immediata che lui chiama Dio. «Dio è un urlo per la strada», dice. Ed è tutto lì. In quell’urlo c’è la fine di ogni teologia e l’inizio di qualcos’altro, qualcosa di più freddo, di più esatto. Lui vorrebbe svegliarsi, vorrebbe che tutto questo meccanismo di date e re e battaglie finisse, perché «la storia è un incubo dal quale cerco di destarmi», ma sa che non ci si sveglia mai davvero. Si rimane lì, sul bordo del letto, a guardare il riflesso di se stessi in uno «specchio incrinato». E in quella crepa, in quel taglio preciso che attraversa l’immagine, c’è l’unica salvezza. Non riparare nulla. Lasciare che il vetro tagli il volto. È un gesto bellissimo, e inutile. Qui sta il paradosso di Joyce, trasformare l’incompletezza in stile. Poiché non v’è cura per l’insensatezza di esistere.
DC

Riferimento: James Joyce Ulysses

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TRA LE VIE DI DUBLINO

Il 2 febbraio nasceva James Joyce (1882–1941)
Scrittore irlandese che ha rivoluzionato il romanzo moderno con Dubliners, Ulysses e Finnegans Wake, dando voce all’introspezione quotidiana e al flusso della coscienza.


Camminavi solo
tra le vie di Dublino.
I giorni ti scorrevano addosso
sopra il cappotto.
In una stanza fredda
un uomo diventa mito,
camminando nel mare
degli dei.
La follia,
che un po’ ci somiglia,
l’hai presa per mano
come un bambino,
senza chiederle di tacere.
Parole scritte.
Le ascolto.
Non vogliono guarire,
ma essere amate,
anche quando tremano.
Tu che hai avuto
il coraggio
di ascoltare
la voce dell’animo.

MM

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