Il 26 settembre 1990 moriva a Roma Alberto Moravia, tra le voci più importanti del Novecento italiano. Scrittore dell’alienazione, dell’indifferenza e della crisi borghese, lasciò opere come Gli indifferenti, La noia e La ciociara.
Guarda il mondo. Gli passa accanto. Resta dentro una stanza vuota. MM
Il 1° settembre 1715 moriva a Versailles Luigi XIV, il Re Sole, simbolo della monarchia assoluta francese. Scelse il Sole come emblema del suo potere: come l’astro nel cielo, il sovrano doveva essere il centro del regno.
Si fece sole perché la notte non avesse terra. Vestì d’oro la solitudine e chiamò regno il suo silenzio. Poi venne l’ombra. E nessuno seppe inchinarsi. MM
Il 13 giugno 1888 nasceva a Lisbona, Fernando Pessoa, poeta e scrittore tra i più importanti del Novecento. Attraverso le sue molteplici identità letterarie indagò il mistero dell’uomo e della coscienza.
Abitavi stanze di nebbia, dove le anime si sfiorano nell’ombra. Sedevi accanto alla sera. Sul tavolo tuona il silenzio di Lisbona. Sento i pianti del fiume, sembrano i miei. Così cammino, su questi versi, straniero di me stesso, in questa casa costruita di solitudine. MM
Nel 1926 nasceva Miles Davis ad Alton (Illinois), il trombettista che rivoluzionò il jazz trasformandolo in un linguaggio intimo, inquieto e moderno. Dal cool jazz alla fusion, il suo suono elegante e malinconico cambiò per sempre la storia della musica americana.
L’ottone tra le dita era notte. Soffiava stanze vuote d’America, ferite dove gli uomini bevevano solitudine. Ascoltavo il jazz scendere nell’anima, una preghiera lenta dietro i miei passi. E il dolore diventava elegante. Guardavo la paura sedersi accanto ai tavoli come una vecchia amante. E noi, mortali, ad ascoltare il sangue diventare musica. MM
Il 2 febbraio nasceva James Joyce (1882–1941) Scrittore irlandese che ha rivoluzionato il romanzo moderno con Dubliners, Ulysses e Finnegans Wake, dando voce all’introspezione quotidiana e al flusso della coscienza.
Camminavi solo tra le vie di Dublino. I giorni ti scorrevano addosso sopra il cappotto. In una stanza fredda un uomo diventa mito, camminando nel mare degli dei. La follia, che un po’ ci somiglia, l’hai presa per mano come un bambino, senza chiederle di tacere. Parole scritte. Le ascolto. Non vogliono guarire, ma essere amate, anche quando tremano. Tu che hai avuto il coraggio di ascoltare la voce dell’animo. MM
Il 25 gennaio 1939 nasceva Giorgio Gaber. Voce libera, pensiero inquieto: sul palco ha insegnato a ridere per capire.
Le parole cadono sulle coscienze. Ride la folla. La voce scava. Sei già passato, poi riscaldi. Resti in piedi, solo, Vestito di applausi. Destra. Sinistra. Non so dove andare. Forse è mia la colpa, dovevo imparare a scherzare. MM
28 dicembre 1895- A Parigi, presso il Grand Café sul Boulevard des Capucines, i fratelli Auguste e Louis Lumière proiettano per la prima volta in pubblico la loro invenzione: il cinematografo. È ufficialmente la nascita del cinema come spettacolo di massa.
Nel buio della sala Trema una luce breve , come un giorno che non finisce. Un telo fatto di stracci: Il mondo si vede rivivere, Suono che impara ricordare. Le immagini camminano Lente, Sorde, Pronte ad entrare Nella nostra solitudine. Da allora, Siamo inermi a questo spettacolo. L’unico modo per non morire. MM
Canto di Natale è il celebre libro di Charles Dickens pubblicato nel 1843
Dorme la città Tra le braccia del Natale. Un uomo conta le monete Come fossero ricordi. Il passato bussa alla porta: L ‘amore freddo ad un bambino Lasciato spegnere come un sogno. Il presente Ha il volto felice di altri , Mentre egli vaga e passa, Ricco di silenzi. Il futuro Di lui non ha memoria. Una tomba senza nome E nessuna lacrima a bagnare i fiori. L’alba sveglia Un cuore nuovo, Generoso di vita Da donare MM
La notte di Natale, tra avidità e solitudine. Un tumulto interiore prima di arrivare a un’alba di redenzione e cambiamento, dove il cuore, attraverso la memoria, ritrova la sua umanità.
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