Il 3 settembre 1982 moriva a Palermo il generale Carlo Alberto dalla Chiesa, assassinato in un agguato mafioso. Protagonista della lotta al terrorismo e a Cosa Nostra, divenne simbolo del coraggio e del senso dello Stato.
Aveva negli occhi una strada senza ritorno. Palermo gli camminava contro. Sull’asfalto rimase un dovere ancora acceso. MM
19 luglio 1992 – Palermo In via D’Amelio un attentato mafioso uccise il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta, segnando una delle pagine più dolorose della storia italiana.
Il sole cadde tra pietra e fuoco. Il giorno divenne cenere. Restò la voce degli alberi muti, il fumo a contare i nomi. Ma la giustizia, sepolta nella notte, continua a cercare la luce. MM
Il 18 maggio 1939 nasceva a Palermo, Giovanni Falcone, magistrato simbolo della lotta alla mafia e protagonista del maxiprocesso contro Cosa Nostra. Morì il 23 maggio 1992 nella strage di Capaci, lasciando un’eredità di coraggio e giustizia ancora viva nella memoria italiana.
Avevi negli occhi una giustizia antica, scavata nel sale della Sicilia. Lo sguardo mai piegato davanti all’ombra. Camminavi piano tra uomini di fumo e stanze chiuse dove il silenzio non osava parlare. Le tue parole erano pietre chiare contro la notte, ferite nel cuore del nero potere. Eppure restavi fermo, come gli alberi che il vento non riesce a piegare. Sento la tua voce sorridere nelle mani di chi trova giustizia. Chi non ha paura del buio. MM
Il 9 maggio 1978 moriva a Cinisi (Palermo) Peppino Impastato, giornalista, attivista e voce libera contro la mafia. Fondatore di Radio Aut, denunciò pubblicamente Cosa Nostra e il boss Gaetano Badalamenti con ironia e coraggio. Fu assassinato dalla mafia sui binari della ferrovia, ma la sua voce è diventata simbolo di verità e resistenza civile.
La notte aveva muri bassi e finestre socchiuse. Gli uomini parlavano piano, come chi teme anche il vento. Gridavi solo contro un paese curvo. Fuoco di parole tra le pietre. La terra tremò sui binari spenti, e il mattino si riempì di cenere e silenzio. Sento ancora la tua voce rompere la notte e beffare l’ombra che non sa tacerti. MM
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