CAMMINA SCALZA

Il 4 luglio 1776, a Filadelfia, il Congresso Continentale adottò la Dichiarazione d’Indipendenza, redatta principalmente da Thomas Jefferson. Nacquero così gli Stati Uniti d’America, fondati sull’ideale di libertà.


Il cielo imparò un nome.
Libertà,
fragile come la prima luce.
Non nasce dal rumore.
Ha il passo lieve di chi respira l’alba.
Ha il volto del vento.
Parla semplice,
come un verso scritto a mano.
Da allora
cammina scalza
nel cuore degli uomini.

MM

FILO D’ERBA

4 giugno 1989, Piazza Tiananmen, Pechino.
La repressione delle proteste studentesche per la democrazia lasciò un’immagine destinata alla storia: un uomo solo davanti ai carri armati.


Non sapeva l’alba
d’essere ferita.
La piazza era un respiro
di giovani mani
con la primavera tra le dita.
Vennero i cingoli
come una stagione di ferro.
Caddero voci,
cartelli,
nomi.
Un uomo solo,
un fragile filo d’erba,
fermò per un istante
il peso della terra.
Ancora cammina.

MM

MADRE

Il 2 giugno 1946, dalle ferite della guerra, gli italiani scelsero la Repubblica con un referendum.
Come un seme nella terra, una nuova speranza mise radici nel Paese


Dalle macerie
dell’alba
un seme
nella terra ferita.
Le piazze avevano
polvere e silenzio,
mani stanche di guerra.
Poi una voce
sorse dalle piazze
come pioggia d’estate.
Una bandiera
respira
nel vento
e chiama:
Madre.

MM

NOTTE FINALE

Il 29 maggio 1985, durante la finale di Coppa dei Campioni tra Juventus e Liverpool allo stadio Heysel di Bruxelles, il crollo di un settore dopo gli scontri tra tifosi provocò la morte di 39 persone e oltre 600 feriti.
La tragedia dell’Heysel rimane una delle pagine più drammatiche della storia del calcio europeo.


Notte di finale.
La fine.
Gridavano bandiere
nel gioco bambino,
poi il suono
crollò dentro le anime.
Caddero corpi
contro muri senza cielo,
respiri stretti
nel ferro delle uscite.
Sirene
come un coro
di ombre
senza volto.
Restammo inermi
di fronte alla notte,
la paura
corse più veloce
dei nomi.
E il gioco morì
nel silenzio.

MM

NON SA TACERTI

Il 9 maggio 1978 moriva a Cinisi (Palermo) Peppino Impastato, giornalista, attivista e voce libera contro la mafia.
Fondatore di Radio Aut, denunciò pubblicamente Cosa Nostra e il boss Gaetano Badalamenti con ironia e coraggio.
Fu assassinato dalla mafia sui binari della ferrovia, ma la sua voce è diventata simbolo di verità e resistenza civile.


La notte
aveva muri bassi
e finestre socchiuse.
Gli uomini
parlavano piano,
come chi teme
anche il vento.
Gridavi
solo
contro
un paese
curvo.
Fuoco di parole
tra le pietre.
La terra tremò
sui binari spenti,
e il mattino
si riempì
di cenere e silenzio.
Sento ancora
la tua voce
rompere la notte
e beffare l’ombra
che non sa
tacerti.

MM

IL VUOTO ACCESO

Il 26 aprile 1986, nella Centrale nucleare di Černobyl’, l’esplosione di un reattore liberò una nube radioattiva nell’atmosfera.
Le aree vicine furono evacuate, mentre la contaminazione si diffuse in parte dell’Europa, lasciando conseguenze durature su ambiente e salute.


Ho visto la notte aprirsi
come una bocca ferita,
e sputare luce malata:
lampo senza cielo
sui corpi
addormentati.
Le case tremavano piano,
inermi,
mentre dalla notte
cadevano
schegge di morte.
E noi,
poveri vivi,
respiriamo l’essenza
che rimane
a chiamarci.
La terra non dimentica,
L’uomo
vive
nel vuoto
che ha acceso.

MM

TRA LE PIETRE

Il 25 aprile 1945 segnò la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, grazie all’azione congiunta degli Alleati e della Resistenza.
Un giorno simbolo di rinascita, memoria e conquista della libertà.


Dalle strade vuote
un nome sommesso:
libertà scorre
tra le pietre.
Mani tremanti nel buio
sciolsero le catene
in un pianto.
Quel giorno, in aprile,
mi aprì il petto
come una stanza chiusa da anni.
Dentro c’erano ancora
le voci spezzate,
i nomi lasciati sul pavimento.
Non entrò in silenzio:
bussò con mani ferite,
graffiò le porte
nel cuore stanco degli uomini.
Oggi è una poesia
che leggo e rileggo
come la prima volta

MM

ROSA BRUCIATA

Il 19 aprile 1943 scoppiò la Rivolta del ghetto di Varsavia: gli ebrei del ghetto si sollevarono contro le deportazioni naziste.
Per settimane resistettero con coraggio, trasformando una condanna in un atto estremo di dignità e memoria.


Hanno chiuso il cielo
dentro un recinto di paura.
Nel muro
un respiro:
mani nude
contro il ferro.
Li ho visti
abbracciare la notte
come fosse una madre,
e parlare al buio
guardandolo negli occhi.
Il dolore
si è fatto canto,
voce piegata
ma viva,
dalle ferite
come rosa bruciata.
Varsavia
era un cuore aperto,
e sanguinava
senza chiedere pietà.

MM

PROFETA STANCO

14 marzo 1883 – Muore a Londra Karl Marx, filosofo ed economista tedesco.
Con la sua critica al capitalismo e la teoria del materialismo storico influenzò profondamente il pensiero politico e sociale moderno.


La città ti guardava
come un profeta stanco,
uno che parla al vento
ma ascolta il dolore degli uomini.
E le fabbriche
respiravano lente
nel fumo dell’alba.
Ogni parola
era un seme scuro
gettato nella terra
degli uomini stanchi.
Forse non volevi rivoluzioni,
ma soltanto
che l’uomo
non fosse più solo
davanti al pane.
Una parola
semplice
e pesante:
giustizia.

MM

IL RESPIRO DELLA LIBERTÀ

Il 10 marzo 1872 moriva Giuseppe Mazzini, voce e coscienza del Risorgimento.
Le sue idee accesero il cammino verso l’unità e la libertà dell’Italia.


Nel vento delle piazze
resta una voce
che non conobbe silenzio.
Parlavi ai giovani
come alla luce
quando l’alba è lontana.
Non eri fatto
per le stanze tranquille,
ma per le strade
dove nasce la storia.
Camminavi
senza patria
ma con un popolo nel cuore.
La libertà
bruciava tra le mani:
una rosa nata
per non morire.
Tra le pietre delle città
si ascolta ancora
quel nome
che insegnò alla libertà
il respiro.

MM

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