COME UNA BUGIA

Il 10 aprile 1912 salpava da Southampton il Titanic, simbolo di grandezza e illusione.
Tra eleganza e silenzio, il mare ne ha custodito per sempre il suo nome.


Ti ho visto partire
al suono vittorioso
delle onde,
le mani
vestite eleganti
salutavano
come una bugia.
Ti credevi invincibile
come certi amori
che sfidano il tempo.
L’istante di ghiaccio
ti lascia sprofondare
come un bacio negato.
Il mare ti ha preso
piano,
tra bicchieri
e canti
diventati preghiera.
Solo il violino
ha l’onore
di sparire,
trafitto dall’acqua.
La sua voce
non si spegne,
ancora oggi
il tuo nome,
lontano,
resta.

MM

UN ESEMPIO SOTTOVOCE

Il 24 febbraio 1990 moriva Sandro Pertini, storico e amatissimo Presidente della Repubblica.
Partigiano, antifascista, conobbe il carcere e l’esilio senza mai piegarsi: fu voce limpida di libertà e dignità civile.


Era vento tra le sbarre.
Non piegò la schiena
al buio.
Parlava la lingua
di chi soffre
senza imparare l’odio.
Italia,
ti chiamò per nome
come un papà che consola.
Stava in alto
ma sedeva con gli ultimi,
e con i primi
nel Mundial di Spagna.
Resta una voce calma,
fiera:
un esempio gridato
sottovoce.

MM

LA NUOVA PREGHIERA

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo.
La poesia abbandona i templi della memoria e accende il suo cuore nel motore della città moderna.


Nacque dal giornale
una voce di ferro,
la città fumava
dentro le parole.
Una porta chiusa da anni
si spalancò alla luce,
cieca al suono del cuore.
L’uomo, museo.
Il tempo era scandito
da un motore acceso;
la folla s’inchinava
davanti a Dio,
e il rombo saliva
preghiera.
La guerra passò,
vento caldo sui nomi,
e ancora la notte
legge Omero
tra le fabbriche.

MM

SENZA TRIONFO

19 febbraio 1945
Le truppe statunitensi sbarcano a Iwo Jima per conquistare gli aeroporti strategici ai piedi del monte Suribachi.
I difensori giapponesi combattono da una rete di tunnel sotterranei scavata nella roccia vulcanica.


Sull’isola nera
respira anime, la terra.
I ragazzi avevano cenere negli occhi
e una foto nel petto.
Casa: una stella lontana.
La notte nei crateri
come una ferita stanca,
nomi cadono dalle labbra.
Fumava nervosamente la montagna
davanti alle voci sepolte.
Salì al cielo la bandiera
senza trionfo:
una preghiera sporca di terra,
tardi per ognuno.

MM

TRA MOSTO E VENTO

16 febbraio 1907 moriva Giosuè Carducci, primo italiano Premio Nobel per la Letteratura.
Autore di liriche celebri come San Martino, Pianto antico e Davanti San Guido, diede voce alla memoria classica e ai paesaggi d’Italia con una poesia solenne e vigorosa.


Nel marmo della lingua
pose il suo inverno,
con la durezza che solo l’amore
sa insegnare.
La patria, madre severa,
lo stringeva senza braccia:
una stanza fredda
vegliata dalla cenere.
L’ho incontrato
in una strada di novembre,
coi capelli tra le foglie;
il suo bacio profumava
di mosto e di memoria.
Poi,
seduto tra i cipressi,
insegnò al vento
come si diventa tempo.

MM

LA VOCE DI DIO

L’11 febbraio 2012 moriva Whitney Houston.
Una voce capace di attraversare il tempo.


Sentivo
la voce di Dio
quando cantavi.
Una preghiera
che cura l’anima.
L’amore
che vince il tempo,
vive nelle tue parole
che feriscono il cuore.
Eri fragile
come solo chi possiede
un dono.
Difficile non piangere
davanti a tanta bellezza:
quel suono nudo
che mi uccide,
ogni volta.
Resti luce di emozione,
una ferita che canta
anche senza corpo.

MM

FERITA NECESSARIA

Il 7 febbraio 1812 nasceva Charles Dickens, voce degli ultimi e delle coscienze ferite.
Da Oliver Twist a David Copperfield, da Grandi speranze a Canto di Natale, ha insegnato che l’amore è l’unica vera vittoria.


Matrigna nebbia ,
Educa il mio tremore .
Le tasche vuote
Sprofondano
ogni mia gioia .
Ascolto
il ferro delle fabbriche
battere sulla schiena
Degli uomini.
Grido nel gelo
Per il pane.
La memoria
È una stanza lunga
Con suoni grigi,
A volte ritornano
Come una ferita necessaria.
Sogni cuciti col denaro
ma il mattino insegna
che la ricchezza
Pesa più della miseria.
Tu scrivi
Per gli ultimi,
chi non c’è la fa,
ma alla fine vince sempre,
Come l’amore .

MM

LA LUCE DI UNA LETTERA

3 febbraio 1468 – Muore Johannes Gutenberg
Padre della stampa moderna.
Colui che diede peso alla parola
e voce al tempo.


Il verbo imprigionato
alla parola,
trascinato
nel fiume dei ricordi.
Le parole
dormivano
chiuse in un cassetto,
come pane vecchio.
Hai rotto il silenzio
con piombo e inchiostro:
un dono
per chi vive in eterno.
Ora il tempo
scorre in colonne,
e nessuno
si accorge
della luce
di una lettera che passa.
Hai dato voce
a chi non l’aveva,
ci hai resi
meno soli,
un po’ più simili.

MM

LA PENNA AMICA

1º febbraio 1945
Alle donne italiane viene riconosciuto il diritto di voto:
un passaggio decisivo nella storia della democrazia italiana.


Un foglio sottile
tremava tra le mani,
il grido silenzioso
diventa diritto.
Respirava ancora la guerra
nelle case senza porte,
la fame bussava
ovunque.
Una voce però
entra piano,
come un lungo abbraccio.
Mani di donne
stringono una penna
come un’amica.
Si scrive la storia
con una parola:
NOI.

MM

AVVOCATO

Il 24 gennaio 2003 ci lasciava l’Avvocato Gianni Agnelli.
Protagonista dell’industria italiana, ha segnato il Novecento con stile, visione e discrezione.


Nuvole che sfrecciano
come automobili.
Ci guardi comodo,
seduto nella tua monoposto.
Cielo grigio metallizzato
ascolta battute taglienti,
di lamiera.
Parole brevi,
come il silenzio
che hai lasciato.
Guardi Torino,
così diversa,
scorrere sul polso
di camicia
e ti ricorda,
a ogni sconforto.
eleganza
non detta,
in un rumore
a bassa voce.
La misura
che resta.

MM

Home
Cerca
Categorie
×