SULLA PELLE

4 aprile 1951 – nasce a Roma Francesco De Gregori, tra i più grandi cantautori italiani, autore di testi poetici, simbolici e profondi.
Tra le sue canzoni più celebri: La donna cannone, Generale, Rimmel.


Hai occhi di treno lontano,
fermate dimenticate,
nomi spenti sulle labbra.
La tua chitarra conosce
il vento
come un generale la sera.
Canti da un libro
e la strada si apre lenta.
Carta nell’acqua.
Ti ho ascoltato
sulla pelle,
una febbre
che non passa.
Dentro quella voce
c’era l’abisso,
il fuoco davanti al cannone,
senza sapere
se è dolore
o salvezza.

MM

FOLLIA GENTILE

23 marzo 1945 – nasceva Franco Battiato.
Cantautore e compositore unico, autore di opere che uniscono musica, spiritualità e ricerca interiore.


La tua musica
raccontava
un mistero senza nome,
tra i capricci del corpo
e l’arte saggia dell’anima.
Poesia da disegnare,
per essere compresa.
Hai lasciato
scale invisibili
in cui il pensiero
si spoglia del tempo.
Erano passi lievi
su sabbie antiche,
dove il suono chiede
di incontrare il cielo.
Eri un uomo di luce tenue,
con l’anima piena di stanze
che nessuno osava aprire.
Negli occhi
una follia gentile
che passa
e sussurra piano.
Resti,
inevitabile,
in quel ruscello di memoria
che non finisce.

MM

RICCIOLI ACERBI

Il 5 marzo nasceva Lucio Battisti, straordinario cantautore italiano. Con i testi di Mogol sono nati capolavori come Emozioni, La canzone del sole e Il mio canto libero: poesia in musica.


C’era un’estate ferma
nelle tue parole,
un silenzio acceso
tra le mani.
Lucio,
eri un uomo incendiato d’amore,
uno che cadeva nel cielo
per cercare una donna.
Una, due, forse dieci,
ma morivi un istante:
la canzone
che si consuma
in una parola.
La voce,
un filo teso sull’aria,
passava nei cortili
e nei cuori stanchi.
I tuoi riccioli acerbi
muovono ancora poesia
al suono di una chitarra
sulla spiaggia,
dove il mare
non smette di ascoltare.

MM

IL SANGUE SI FA MUSICA

4 marzo nasceva a Bologna il grande cantautore Lucio Dalla.
Autore di capolavori come Caruso, 4/3/1943 e Attenti al lupo. Una voce che continua a camminare nel tempo.


Lucio era voce
nel vento freddo d’inverno,
che entrava nelle vene
come febbre alta.
Un’anima inquieta
dietro gli occhiali rotondi,
poesia che cura dal male.
Eri nato il quattro marzo:
una ferita che canta
tra le vie di Bologna.
Un bambino lasciato
al vento,
una madre che stringe
il silenzio come pane.
Ascolto il mare
che sfiora le finestre,
e il sangue si fa musica.

MM

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