

26 gennaio 1917 – Giuseppe Ungaretti compone la poesia capolavoro “Mattina”.
L’ermetismo trova nell’alba la sua forma più pura, nel silenzio della guerra.
Tace la guerra,
un istante.
Due parole
inermi:
paura serena
in colori brevi.
L’uomo
nudo
al cospetto del fato.
L’infinito,
come un pasto caldo.
Per tutti.
Un uomo
tra fango e gelo,
consegna
una meraviglia
fanciulla. L’alba.
Voglio leggerlo
per sempre,
quell’istante di luce,
per vedere
Dio
passare.
MM


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