VEDERE DIO PASSARE

26 gennaio 1917 – Giuseppe Ungaretti compone la poesia capolavoro “Mattina”.
L’ermetismo trova nell’alba la sua forma più pura, nel silenzio della guerra.


Tace la guerra,
un istante.
Due parole
inermi:
paura serena
in colori brevi.
L’uomo
nudo
al cospetto del fato.
L’infinito,
come un pasto caldo.
Per tutti.
Un uomo
tra fango e gelo,
consegna
una meraviglia
fanciulla. L’alba.
Voglio leggerlo
per sempre,
quell’istante di luce,
per vedere
Dio
passare.

MM

ABBRACCIAMI VITA

Casa nel bosco: la decisione della corte di appello di separare la famiglia


I tuoi rami
Mi abbracciano lenti
Come una coperta di diamanti.
Dalla tua corteccia
Trovo riparo
Sono il silenzio che si fa orchestra .
Questa è la nostra casa
Dove il vento racconta
Le storie ai nostri bambini
Ed il ruscello li fa addormentare .
La città è un puntino lontano
Noi invece siamo mondo
Il nostro mondo
Che invece c’è stato negato
Da una mano nella penombra
Le foglie preoccupate chiedono notizie
si agitano come sonagli incessanti ,
Ma io non so che dire.
Anche il sole li cerca
Invano tra i prati
Per poi ritirarsi triste .
Questo posto mi ha insegnato
La vita
Chi insegnerà a vivere a queste persone?
MM


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