CADERE PIANO

23 febbraio 1965
Muore Stan Laurel, il celebre Stanlio del duo con Oliver Hardy.
Comico del cinema muto e sonoro, diede vita a un personaggio fragile e ingenuo, capace di trasformare la caduta in poesia.


Il pianto fanciullo
pane nelle mani del pubblico.
Scivolava già scritto
quando la pioggia
copriva la tristezza.
Il mondo pesava
un poco meno
dietro quella
bombetta storta.
Sogghigna il compagno
contandosi le dita
nell’abito largo.
E noi,
inermi spettatori,
impariamo da lui
la fragile arte
di cadere
senza odiare la terra.

MM

LA NUOVA PREGHIERA

Il 20 febbraio 1909 Filippo Tommaso Marinetti pubblica su Le Figaro il Manifesto del Futurismo.
La poesia abbandona i templi della memoria e accende il suo cuore nel motore della città moderna.


Nacque dal giornale
una voce di ferro,
la città fumava
dentro le parole.
Una porta chiusa da anni
si spalancò alla luce,
cieca al suono del cuore.
L’uomo, museo.
Il tempo era scandito
da un motore acceso;
la folla s’inchinava
davanti a Dio,
e il rombo saliva
preghiera.
La guerra passò,
vento caldo sui nomi,
e ancora la notte
legge Omero
tra le fabbriche.

MM

SENZA TRIONFO

19 febbraio 1945
Le truppe statunitensi sbarcano a Iwo Jima per conquistare gli aeroporti strategici ai piedi del monte Suribachi.
I difensori giapponesi combattono da una rete di tunnel sotterranei scavata nella roccia vulcanica.


Sull’isola nera
respira anime, la terra.
I ragazzi avevano cenere negli occhi
e una foto nel petto.
Casa: una stella lontana.
La notte nei crateri
come una ferita stanca,
nomi cadono dalle labbra.
Fumava nervosamente la montagna
davanti alle voci sepolte.
Salì al cielo la bandiera
senza trionfo:
una preghiera sporca di terra,
tardi per ognuno.

MM

SUL FILO DELL’ACQUA

10 febbraio 1962.
Nel pieno della Guerra Fredda, sul Ponte di Glienicke avviene uno degli scambi di prigionieri più simbolici del Novecento:
il pilota americano Francis Gary Powers, catturato dall’URSS, viene scambiato con la spia sovietica Rudolf Abel.
sopra la corrente.


Due uomini
con le tasche piene
di segreti,
camminano,
inermi come bambini
sul filo dell’acqua.
Il ponte non parla
e regge
silenzio d’armi.
Un baratto,
come scarpe vecchie
passate di mano,
ancora buone
per scappare.
Non c’è vittoria,
ma uno scambio
di respiri:
la pace che passa
dentro pochi metri

MM

VOCI SENZA NOME

27 gennaio – Giorno della Memoria
Si ricordano le vittime della Shoah e la liberazione di Auschwitz, perché il ricordo non sia un rito, ma una responsabilità verso l’umanità.


Voci senza nome
che gridano
nella memoria
Scarpe vuote
riempite di gelo,
numeri cuciti
sulla pelle del tempo.
Un filo spinato
osserva inerme:
vita e morte,
ciò che non è più
un uomo.
Dio camminava scalzo
in quei campi
e piangeva.
Vedo i bambini
leggeri come neve
restare fermi,
inermi in un quadro.
Ricordare non è un rito,
l’unico modo
per restare
umani.

MM

MISURA DELL’UOMO

18 Gennaio 1689 – nascita di Charles-Louis de Secondat, barone di Montesquieu
Filosofo e scrittore illuminista, autore de Lo spirito delle leggi.
La sua nascita il 18 gennaio collega la data alla nascita del pensiero moderno, influenzando non solo la politica ma anche la prosa saggistica europea.


Uomo di lume
Dentro le tenebre,
Il silenzio di leggi,
con voce di bastone.
La libertà urlata
In segreto
Come un bacio amaro.
Il pane diviso,
gesto necessario:
l’uomo
misura l’uomo,
nessuna ombra
più grande del sole,
nell’equilibrio fragile
di una luce
che non vince la notte.

MM

TRA LE BRACCIA DEL NATALE

Canto di Natale è il celebre libro di Charles Dickens pubblicato nel 1843


Dorme la città
Tra le braccia del Natale.
Un uomo conta le monete
Come fossero ricordi.
Il passato bussa alla porta:
L ‘amore freddo ad un bambino
Lasciato spegnere come un sogno.
Il presente
Ha il volto felice di altri ,
Mentre egli vaga e passa,
Ricco di silenzi.
Il futuro
Di lui non ha memoria.
Una tomba senza nome
E nessuna lacrima a bagnare i fiori.
L’alba sveglia
Un cuore nuovo,
Generoso di vita
Da donare

MM


La notte di Natale, tra avidità e solitudine. Un tumulto interiore prima di arrivare a un’alba di redenzione e cambiamento, dove il cuore, attraverso la memoria, ritrova la sua umanità.

ABBRACCIAMI VITA

Casa nel bosco: la decisione della corte di appello di separare la famiglia


I tuoi rami
Mi abbracciano lenti
Come una coperta di diamanti.
Dalla tua corteccia
Trovo riparo
Sono il silenzio che si fa orchestra .
Questa è la nostra casa
Dove il vento racconta
Le storie ai nostri bambini
Ed il ruscello li fa addormentare .
La città è un puntino lontano
Noi invece siamo mondo
Il nostro mondo
Che invece c’è stato negato
Da una mano nella penombra
Le foglie preoccupate chiedono notizie
si agitano come sonagli incessanti ,
Ma io non so che dire.
Anche il sole li cerca
Invano tra i prati
Per poi ritirarsi triste .
Questo posto mi ha insegnato
La vita
Chi insegnerà a vivere a queste persone?
MM


Home
Cerca
Categorie
×