ORA

Il 2 agosto 1980, alla stazione di Bologna Centrale, un attentato terroristico causò la morte di 85 persone e il ferimento di oltre 200. Resta una delle pagine più tragiche della storia della Repubblica Italiana e un simbolo del dovere della memoria.


Binari
di un viaggio interrotto.
La polvere
ci avvolse
come un abbraccio di morte.
Una linea nera
cancellò il viaggio.
10:25
L’orologio
non cercò più il tempo.
Ora.

MM

MITE FUOCO

L’11 giugno del 1984 morì a Padova Enrico Berlinguer, storico segretario del Partito Comunista Italiano. La sua voce di rigore, dignità e speranza lasciò un segno profondo nella vita politica e civile del Paese.


Voce
di vento,
nelle piazze
senza nome.
Sfiora appena
la coscienza
e scuote l’albero
delle ingiustizie.
Mite fuoco
che accende passioni,
del sudore
che si fa folla.
Una lanterna
scalda l’inverno.
Le tue parole
sono il pane
di chi ha poco.
Sento la brace
tra discorsi spenti,
e il tuo ricordo
ritorna sulle spalle
di una schiena
infreddolita.

MM

MADRE

Il 2 giugno 1946, dalle ferite della guerra, gli italiani scelsero la Repubblica con un referendum.
Come un seme nella terra, una nuova speranza mise radici nel Paese


Dalle macerie
dell’alba
un seme
nella terra ferita.
Le piazze avevano
polvere e silenzio,
mani stanche di guerra.
Poi una voce
sorse dalle piazze
come pioggia d’estate.
Una bandiera
respira
nel vento
e chiama:
Madre.

MM

TREMAVA SULLE LABBRA

17 marzo 1861: nasce ufficialmente il Regno d’Italia.
Dopo anni di guerre e rivoluzioni del Risorgimento italiano si compie il lungo cammino verso l’unità nazionale.


Nacque nel sangue
della speranza,
come una donna che partorisce
tra dolore e luce.
Nacque
nelle mani ferite dei soldati,
nei sogni fatti di canto,
nel coraggio
che si fa bandiera.
Quando mi svegliai
vidi un popolo stanco
ma vivo,
e sulle sue labbra
ancora tremava
la parola:
Italia.

MM

IL RESPIRO DELLA LIBERTÀ

Il 10 marzo 1872 moriva Giuseppe Mazzini, voce e coscienza del Risorgimento.
Le sue idee accesero il cammino verso l’unità e la libertà dell’Italia.


Nel vento delle piazze
resta una voce
che non conobbe silenzio.
Parlavi ai giovani
come alla luce
quando l’alba è lontana.
Non eri fatto
per le stanze tranquille,
ma per le strade
dove nasce la storia.
Camminavi
senza patria
ma con un popolo nel cuore.
La libertà
bruciava tra le mani:
una rosa nata
per non morire.
Tra le pietre delle città
si ascolta ancora
quel nome
che insegnò alla libertà
il respiro.

MM

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