BIANCO NEL VENTO

Il 1° giugno 1926 nasceva a Los Angeles (California), Marilyn Monroe. Attrice simbolo della Hollywood degli anni Cinquanta e protagonista di film come “A qualcuno piace caldo”, divenne un’icona mondiale, emulata e celebrata in ogni parte del mondo.


Marilyn,
Bionda fiamma
nel vento d’America,
bagliore smarrito
sul muro della notte.
Bruci
nell’oro delle insegne.
Eri sola,
più sola
della luna fra i grattacieli,
Il tuo sorriso
consumato come
un calice di champagne.
Resta
nel bianco del vento
un volto.
Ancora luce.

MM

ARMONICA

Il 16 maggio 1905 nasceva a Grand Island (Nebraska) Henry Fonda, indimenticabile protagonista del cinema americano.
Volto severo e intenso del West e del cinema civile, lavorò anche con Sergio Leone nel leggendario C’era una volta il West.


Avevi negli occhi
strade lunghe di polvere
e silenzi d’America.
Il tuo volto
era una terra secca
dove gli uomini imparavano
la giustizia
o la paura.
Dietro ogni parola
restava un tramonto,
un cavallo fermo
davanti alla notte.
Ricordo
quel sguardo di ghiaccio,
mentre la corda
tirava il cielo.
E un’armonica
piangeva piano
come un lamento
nel fuoco.

MM

IL PRIVILEGIO DEL SILENZIO

Il 7 marzo 1999 moriva Stanley Kubrick, geniale regista americano che ha segnato la storia del cinema.
Autore di capolavori immortali come Arancia meccanica, Shining e 2001: Odissea nello spazio


Le tue stanze erano labirinti,
specchi dove l’anima
si guardava nuda
e tremava.
Sul bianco degli schermi
passano uomini,
fragili come ombre,
e il silenzio delle macchine
li osserva.
C’era un silenzio grande
come il principio del mondo.
Un uomo galleggiava
tra le stelle
come un pensiero di Dio
che non sa ancora
di essere nato.
C’è un albergo
che respira lentamente
come una bestia addormentata
sotto la neve.
Il tuo cinema
era privilegio:
ascoltare il silenzio
e vedere l’aria
anche senza toccarla.

MM

CADERE PIANO

23 febbraio 1965
Muore Stan Laurel, il celebre Stanlio del duo con Oliver Hardy.
Comico del cinema muto e sonoro, diede vita a un personaggio fragile e ingenuo, capace di trasformare la caduta in poesia.


Il pianto fanciullo
pane nelle mani del pubblico.
Scivolava già scritto
quando la pioggia
copriva la tristezza.
Il mondo pesava
un poco meno
dietro quella
bombetta storta.
Sogghigna il compagno
contandosi le dita
nell’abito largo.
E noi,
inermi spettatori,
impariamo da lui
la fragile arte
di cadere
senza odiare la terra.

MM

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