TREMI NELL’ARIA

Il 16 settembre 1977 moriva a Parigi Maria Callas, una delle più grandi interpreti della lirica del Novecento.
Soprannominata “La Divina”, rivoluzionò l’opera unendo alla straordinaria voce un’intensità drammatica senza precedenti.


Una voce
feriva
la notte.
Sul palco
eri luce.
Il grido
era
bellezza.
Poi
il vuoto.
E ancora
tremi
nell’aria.

MM

CIGOLA IL PIANTO

3 agosto 1778 – Viene inaugurato il Teatro alla Scala di Milano, progettato da Giuseppe Piermarini. La serata d’apertura è affidata all’opera L’Europa riconosciuta di Antonio Salieri, dando inizio alla storia di uno dei più celebri teatri d’opera del mondo.


Seggiole
di porpora.
Guanti silenti
plaudono
senza il silenzio
ferire.
Ascolto
il lamento
del legno.
L’attore
cigola
in un pianto.
L’eternità
ha un teatro.

MM

ASPETTA L’AMORE

Il 28 aprile 1937 nasce a Roma Cinecittà, uno dei più grandi complessi cinematografici d’Europa.
Da queste scene prende vita un mondo sospeso, dove la finzione diventa memoria e realtà.


Tra muri di cartone
nasceva il sole.
Vento
scritto nei pianti.
Le voci
restano appese alle luci,
come polvere che finge memoria.
Cinecittà,
donna che respira nel trucco,
si veste di sera
e aspetta l’amore.
Uomini,
ombra d’altri,
qui vivono due volte:
una nel mondo,
l’altra nel silenzio.
Quando il buio scende
rimane
un cuore finto
che batte vero.

MM

NUDO PALCO

Il 23 aprile 1616 moriva William Shakespeare, immenso protagonista della letteratura mondiale.
Autore di capolavori senza tempo come Romeo e Giulietta, Amleto e Macbeth, ha dato voce eterna all’animo umano.


Nudo palco.
Ascolti
il buio,
chiedendogli
il nome.
Ogni parola
è un taglio di luce,
ogni scena
una ferita aperta
nel cuore del tempo.
Amore
impossibile
respira
un istante:
Un balcone
trattiene
il cielo.
E l’alba
sarà
un inizio
che divide.

MM

CADERE PIANO

23 febbraio 1965
Muore Stan Laurel, il celebre Stanlio del duo con Oliver Hardy.
Comico del cinema muto e sonoro, diede vita a un personaggio fragile e ingenuo, capace di trasformare la caduta in poesia.


Il pianto fanciullo
pane nelle mani del pubblico.
Scivolava già scritto
quando la pioggia
copriva la tristezza.
Il mondo pesava
un poco meno
dietro quella
bombetta storta.
Sogghigna il compagno
contandosi le dita
nell’abito largo.
E noi,
inermi spettatori,
impariamo da lui
la fragile arte
di cadere
senza odiare la terra.

MM

La Tua Luce Preferita

Misteriosa sirena di luce,
Inquieta musa
Che appollaiata tra i suoi pensieri
Rischiara le tenebre di ognuno.
La cercavi spesso.
Ovunque.
Tra le sue braccia materne
Nascondevi le tue paure.
Luna,
Quanto l’hai amata
Forse perché non ha maschere
O forse centomila ,
Come le anime fragili che raccontavi.
Vetri di carta dietro cui proteggersi.
Nel teatro fatto di stelle
La tua luce preferita
Non si dimentica mai di te

MM

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