DOMANI

Il 6 giugno 1944 le forze alleate sbarcarono sulle coste della Normandia, dando inizio all’Operazione Overlord.
Quel giorno segnò l’inizio della liberazione dell’Europa occidentale dall’occupazione nazista.


Il mare era una madre
inquieta,
con le braccia colme
di figli.
Acque gelide
che non conoscevano
nomi,
ma soltanto destini.
Vennero dalle onde
come un segreto
consegnato
alla riva.
La paura
sotto le divise.
Terra.
Per molti
fu la fine.
Eppure
nell’urlo del ferro
nacque
domani.

MM

FRONTIERE

Il 5 giugno 2004, a Los Angeles, moriva Ronald Reagan, ex attore cinematografico divenuto presidente degli Stati Uniti.
Tra i protagonisti degli anni difficili della Guerra Fredda e dei rapporti tra Stati Uniti e Unione Sovietica.


Veniva dall’ovest
dove il sole
consuma le colline
e il vento
accompagna i sogni.
Da un set alla storia.
Un sorriso attraversa
oceani di paura.
Ma il tempo,
lento fiume,
corrode le frontiere,
Scioglie muri di carta.
E la storia continua
oltre la voce degli uomini.

MM

FILO D’ERBA

4 giugno 1989, Piazza Tiananmen, Pechino.
La repressione delle proteste studentesche per la democrazia lasciò un’immagine destinata alla storia: un uomo solo davanti ai carri armati.


Non sapeva l’alba
d’essere ferita.
La piazza era un respiro
di giovani mani
con la primavera tra le dita.
Vennero i cingoli
come una stagione di ferro.
Caddero voci,
cartelli,
nomi.
Un uomo solo,
un fragile filo d’erba,
fermò per un istante
il peso della terra.
Ancora cammina.

MM

L’INVERNO DELLE MANI

Il 27 maggio 1923 nasceva a Fürth (Germania) Henry Kissinger, tra le figure più influenti della diplomazia del Novecento.
Consigliere politico e Segretario di Stato degli Stati Uniti, fu protagonista della Guerra Fredda, lasciando un’eredità controversa tra strategia, potere e ricerca della pace.


Avevi negli occhi
mappe senza sonno,
linee tirate sul mondo
come ferite lente.
Uomo
di nebbia
e cenere.
Le città lontane
sfioravano i vetri
di stanze chiuse.
Neve inerme.
C’era inverno
nelle strette
di mano,
la pace scritta
con inchiostro d’ombra.
Il mondo
ti tremava
nelle dita
come una lampada
nel vento,
e la notte
ascoltava
i tuoi silenzi.

MM

OMBRE SENZA RITORNO

Il 29 marzo 1973 gli Stati Uniti completarono il ritiro delle truppe dal Vietnam.
La guerra però continuò fino al 1975, lasciando ferite profonde nel paese


Partono
inermi
non più eroi.
Uomini
con la polvere
negli occhi
e la giungla
che respira dentro.
La guerra
resta appesa
come un vestito sporco
alle case.
l’ultimo passo
non chiude
la ferita:
resta nell’aria
il pianto delle foglie.
Saigon
ancora
respira morte,
guarda ombre
andare via.
Senza ritorno

MM

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