NEL PALMO DEL MONDO

Il 19 ottobre 1745 moriva a Dublino Jonathan Swift, scrittore irlandese e autore del celebre romanzo I viaggi di Gulliver. Attraverso mondi fantastici e paradossali, raccontò con sottile ironia la vanità e le contraddizioni della natura umana.


Gigante
tra ombre
d’uomini.
Nel palmo
del mondo
scoprì
la propria
misura.

MM

CONTROVENTO

Il 16 ottobre 1854 nasceva a Dublino Oscar Wilde, scrittore, poeta e drammaturgo irlandese, tra le figure più brillanti dell’estetismo.
Tra le sue opere più celebri, Il ritratto di Dorian Gray e L’importanza di chiamarsi Ernesto.


Fiorì
controvento.
Lo recisero
gli uomini.
Nell’aria
rimase
il profumo.

MM

UN ANNO

L’8 giugno 1949 viene pubblicato “1984“, il capolavoro di George Orwell. Attraverso la storia di Winston Smith, l’autore racconta una società dominata dalla sorveglianza, dalla propaganda e dalla cancellazione della memoria, in uno dei più celebri avvertimenti contro il totalitarismo del Novecento.


Nacque un anno
che non era anno,
ma numero
divenuto tempo.
Le strade
avevano occhi.
I muri
ascoltavano il respiro.
La parola spezzata,
fragile neve
sulla cenere.
E la memoria,
foglio a foglio,
cadeva nel fuoco.
Restava il cielo
sopra la città
senza volto,
prima che il buio
imparasse
il nostro nome.

MM

NUDO PALCO

Il 23 aprile 1616 moriva William Shakespeare, immenso protagonista della letteratura mondiale.
Autore di capolavori senza tempo come Romeo e Giulietta, Amleto e Macbeth, ha dato voce eterna all’animo umano.


Nudo palco.
Ascolti
il buio,
chiedendogli
il nome.
Ogni parola
è un taglio di luce,
ogni scena
una ferita aperta
nel cuore del tempo.
Amore
impossibile
respira
un istante:
Un balcone
trattiene
il cielo.
E l’alba
sarà
un inizio
che divide.

MM

MARE FERMO

Il 28 marzo 1941 moriva Virginia Woolf, tra le voci più innovative della letteratura del Novecento.
Autrice di opere come La signora Dalloway e Gita al faro, ha rivoluzionato il romanzo esplorando il flusso della coscienza e l’interiorità umana.


Cammini ancora
tra stanze d’acqua e silenzio,
dove il tempo si incrina
in un vetro sottile.
Hai lasciato parole
come conchiglie sulla riva,
e dentro
un mare fermo.
Il giorno ti sfiorava
con mani trasparenti,
ma tu cercavi l’ombra
dove il pensiero respira.
Ora resti
in ogni pagina sospesa,
nel battito fragile
di chi non sa restare

MM

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