NELLE COSE

Il 12 settembre 1981 moriva a Milano Eugenio Montale, grande poeta e scrittore italiano, Premio Nobel per la Letteratura.
Autore di Ossi di seppia, Le occasioni e La bufera e altro, raccontò con parole asciutte e simboliche l’inquietudine dell’uomo moderno.


Il giorno
inciampava
nelle cose.
Tra muri
arsi
cercavi
un varco.
La vita
era un’ombra
ferma
sulla pietra.

MM

TREMA UN DESIDERIO

Il 10 agosto si ricorda il martirio di San Lorenzo, avvenuto a Roma nel 258 d.C.
Nell’immaginario popolare è la notte delle stelle cadenti, affidate al cielo insieme ai nostri desideri.


La notte
apre
le sue ferite.
Un desiderio
trema
nel cielo.
Poi
solo il buio
sa.

MM

CAROTA

27 luglio 1940 – Debutta nel cortometraggio “A Wild Hare”, Bugs Bunny, il coniglio della Warner Bros destinato a diventare una delle icone più celebri della storia dell’animazione.
Con la sua inseparabile carota conquista il pubblico di tutto il mondo.


Una risata
Tra gli spari
di carta
una carota.
La paura
si perde
nel gioco.

MM

RESPIRO

24 luglio 1911 — Lo storico ed esploratore statunitense Hiram Bingham raggiunge Machu Picchu e ne avvia la riscoperta scientifica, facendo conoscere al mondo uno dei più straordinari siti della civiltà Inca.


Pietra.
Respiro del cielo.
Tra le nubi
un passo umano
si fa memoria.
E il silenzio
mi chiama
fratello.

MM

VOCE DI GHIAIA

24 maggio 1941 — Duluth, Minnesota.
Nasce Bob Dylan, cantautore e poeta statunitense tra i più influenti del Novecento.
Con i suoi testi ha raccontato l’America, le proteste sociali, la solitudine e il cambiamento di un’intera generazione.


Voce di ghiaia.
Nella notte americana
una chitarra trema
tra rotaie lontane.
Cammina
con l’armonica piena di vento,
come un cieco
che conosce la tempesta.
Sotto cappelli e stazioni
passa una voce
consumata dal fumo.
Dice solitudini.
Strade senza ritorno.
Uomini persi.
Ma dentro
quel graffio rauco
insiste
una luce fragile.
Fiammifero
contro il deserto.

MM

NEL FREDDO DEGLI UOMINI

Il 21 maggio 1972 la Pietà di Michelangelo venne colpita con un martello da un uomo entrato nella Basilica di San Pietro.
L’opera fu gravemente danneggiata, ma restaurata con cura e da allora protetta dietro un vetro blindato.


Nel marmo tace
un urlo bianco.
La madre
non piange più:
ha gli occhi consumati
dal cielo.
Tiene il figlio
nel silenzio stanco
delle sue braccia.
Le mani,
fredde di secoli,
conoscono già
il peso della morte.
Lui scivola lieve,
corpo senza voce,
fiume spezzato
dopo la tempesta.
Solo il silenzio
resta intero
nella pietra.
E Dio attraversa
il freddo
degli uomini.

MM

SOLE NEL FANGO

Il 5 maggio 1821 moriva a Sant’Elena Napoleone Bonaparte, dall’apice dell’Europa al gelo della Russia e al fango di Waterloo.
Un sole caduto nel tempo, che ancora oggi brucia nella memoria della storia.


Nato da un’onda
sei salito dalle pietre
come voce di mare.
Avevi negli occhi
una follia lucente,
una sete d’infinito
che graffiava il cielo
fino a farlo sanguinare.
Hai baciato la gloria
come un amante impossibile,
e il gelo delle labbra
ti ha avvelenato.
Eri sole,
poi neve,
e la seta
si è fatta fango.
Il tuo nome
è un’isola lontana,
ne sento i colpi
suonare
nel tempo.

MM

NUDO PALCO

Il 23 aprile 1616 moriva William Shakespeare, immenso protagonista della letteratura mondiale.
Autore di capolavori senza tempo come Romeo e Giulietta, Amleto e Macbeth, ha dato voce eterna all’animo umano.


Nudo palco.
Ascolti
il buio,
chiedendogli
il nome.
Ogni parola
è un taglio di luce,
ogni scena
una ferita aperta
nel cuore del tempo.
Amore
impossibile
respira
un istante:
Un balcone
trattiene
il cielo.
E l’alba
sarà
un inizio
che divide.

MM

FERITE DI LUCE

Il 21 aprile 1926 nasceva a Londra Elisabetta II, destinata a diventare simbolo di continuità.
Dalla Seconda guerra mondiale a un lungo regno iniziato nel 1952, ha attraversato il tempo con discrezione e fermezza.


Corona
sul volto del tempo.
Nelle ore immobili
hai posato la voce,
come neve
senza rumore.
Ferma,
tra muri antichi,
si consumava il giorno
nella luce stanca
del mondo.
La guerra bussava,
svegliando paure.
Ma le crepe
erano ferite di luce
che si lasciavano
vedere.

MM

SOGLIA

Il 13 aprile 1964 Sidney Poitier vince l’Oscar come miglior attore protagonista per I gigli del campo, primo afroamericano nella storia.
Indimenticabile volto di Indovina chi viene a cena?, simbolo di dignità e cambiamento.


Vidi l’amore
entrare
senza bussare.
La sera,
cauta.
Un uomo sulla soglia,
vestito di silenzio
e dignità.
“Chi viene a cena?”
chiese il tempo.
inermi i volti,
freddi i muri
dal pallido silenzio:
caddero piano
le paure,
come polvere innamorata.
E fu diversa la notte:
non più confine,
ma tavola
insonne.

MM

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