MUSICA CHE RESTA

30 gennaio 1948 – Mahatma Gandhi viene assassinato a Nuova Delhi: figura chiave della non-violenza e dell’indipendenza dell’India.


Cammina scalzo
tra le ferite di un popolo.
Un avvocato
vestito di stracci,
pace
urlata
come preghiera.
La schiena non si piega
al bastone.
Un colpo.
La terra
piange piano.
Il sangue
non è suono di morte:
musica
che resta.

MM

UN PIANTO GIOVANE

Da settimane in Iran migliaia di persone scendono in piazza contro crisi economica e repressione politica.
Le proteste sono state represse con arresti, blackout e uso della forza.


Non stanno zitte le piazze.
Non più.
Si alza la voce
dove prima erano bastoni.
La testa rivolta al cielo,
senza più guardare l’inferno.
Un passo lento
contro il freddo del ferro,
spinto da un pianto giovane.
Il sangue cade senza permesso
e diventa preghiera
per chi sa ascoltare.
Il cammino,
inesorabile,
verso la luce
quando il buio
si fa legge.

MM

Grida Di Un Dolore Muto

Tra il sogno di “ogni uomo nasce libero” e il buio dell’oggi.

Camminai lungo le tenebre più profonde dell’uomo ,
E vidi i dirupi di quanto egli è capace.
Spesso ebbi la tentazione di tornare indietro ,
Ma solo altro buio mi avrebbe atteso.
Poi trovai un vecchio libro
Con le firme di ognuno .
“Ogni uomo nasce libero “
Come il tempo che fugge
Dai granelli di una clessidra.
Quei fogli così fragili
Furono lame per tagliare catene.
Le grida di un dolore muto

MM


Quando nel 1947 l’UNESCO chiese a Benedetto Croce di contribuire alla stesura della base teorica dei diritti umani, il filosofo rispose con un “No”, rifiutando di partecipare a quello che considerava un errore filosofico e politico.Egli contestò l’idea stessa di poter formulare «diritti universali», sostenendo con forza che «i diritti dell’uomo sono diritti storici e non eterni». Per Croce, ogni diritto nasce da un bisogno specifico, da una lotta precisa in un tempo preciso, e non può essere astratto in una «categoria logica» valida per sempre. Il dramma odierno conferma la sua tesi: il sistema di protezione crolla perché abbiamo trasformato i diritti in idoli immobili, dimenticando l’avvertimento crociano che «la libertà è una conquista perpetua, non un possesso garantito». Celebrando l’astrazione, abbiamo perso la capacità di combattere la battaglia concreta, lasciando che i diritti diventassero parole solenni ma impotenti di fronte alla «asprezza della lotta» reale.
DC

Riferimento: Benedetto Croce, I diritti dell’uomo e il momento presente (Risposta all’inchiesta dell’UNESCO), in «La Critica», 20 luglio 1947.

Home
Cerca
Categorie
×