FILO D’ERBA

4 giugno 1989, Piazza Tiananmen, Pechino.
La repressione delle proteste studentesche per la democrazia lasciò un’immagine destinata alla storia: un uomo solo davanti ai carri armati.


Non sapeva l’alba
d’essere ferita.
La piazza era un respiro
di giovani mani
con la primavera tra le dita.
Vennero i cingoli
come una stagione di ferro.
Caddero voci,
cartelli,
nomi.
Un uomo solo,
un fragile filo d’erba,
fermò per un istante
il peso della terra.
Ancora cammina.

MM

UN PIANTO GIOVANE

Da settimane in Iran migliaia di persone scendono in piazza contro crisi economica e repressione politica.
Le proteste sono state represse con arresti, blackout e uso della forza.


Non stanno zitte le piazze.
Non più.
Si alza la voce
dove prima erano bastoni.
La testa rivolta al cielo,
senza più guardare l’inferno.
Un passo lento
contro il freddo del ferro,
spinto da un pianto giovane.
Il sangue cade senza permesso
e diventa preghiera
per chi sa ascoltare.
Il cammino,
inesorabile,
verso la luce
quando il buio
si fa legge.

MM

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