Silenzio Senza Occhi
Brucia la terra
Su questa neve rossa.
Luci di sangue svegliano la notte.
Chi può dormire
In un silenzio senza occhi ?
L ‘invasore
È come vento gelido
Sulle mie ossa stanche
Non si da pace. Non ne da a noi.
Il Dombas vive ancora
Capovolto tra gelo e fuoco .
Grida una voce alla radio
Che supera i cannoni
Un ultimatum che fa ancora più male
E noi ancora qui
A contraddire la tormentata
MM
L’ultimatum che «supera i cannoni» non è una novità della tecnica moderna, ma l’eterno ritorno della logica del potere descritta da Tucidide. Nel celebre Dialogo dei Meli, lo storico greco fa pronunciare agli Ateniesi la legge ferrea che governa ogni conflitto, spogliata di ogni ipocrisia morale: «La giustizia, nella valutazione degli uomini, esiste solo quando la forza è pari da ambo le parti; altrimenti i più forti fanno ciò che possono e i più deboli subiscono ciò che devono». L’annuncio di Putin non cerca il dialogo, ma ratifica una condanna. Nel Donbass, tra il gelo e il fuoco, si consuma nuovamente questa tragedia antica: non c’è spazio per la ragione o la pietà, ma solo per la brutale necessità di chi subisce perché non ha la forza di imporre la propria giustizia.
DC
Riferimento: La Guerra del Peloponneso (Dialogo dei Meli) – Tucidide
Riferimento: La Guerra del Peloponneso (Dialogo dei Meli)
MADIBA
In occasione dell’anniversario della sua morte, ricordiamo Nelson ” Madiba” Mandela ,colui che ci insegnò ad essere liberi


5 Dicembre. Nell’anniversario della sua morte, avvenuta nel 1990, il ricordo di Nelson “Madiba” Mandela, l’uomo che ha insegnato al mondo il valore della libertà
Il rumore di catene
Gridava ad ogni tuo passo.
Gridava libertà per un popolo .
Quel sorriso d Africa
Ostinato come sole d’estate
Era speranza per oprressi,
Medicina vitale per una terra ferita.
Quelle sbarre non ti hanno mai
Davvero imprigionato
Il dolore ha segnato il tuo corpo
Con una penna di sangue.
Madiba ,
Hai insegnato a noi
Quanto è bella la voce nera della notte
E la bianca alba che l ‘ascolta tra le lacrime.
Neanche il vento
è riuscito a portarci via ,
Ora siamo tutti liberi
In questa cella di mondo.
MM
Hannah Arendt ci offre la chiave più lucida per comprendere il miracolo politico di Mandela: la facoltà del perdono non come atto religioso, ma come strumento politico necessario. In Vita Activa, scrive: «Senza essere perdonati, affrancati dalle conseguenze di ciò che abbiamo fatto, la nostra capacità di agire rimarrebbe, per così dire, confinata a un singolo gesto». Madiba ha compreso che l’Apartheid aveva intrappolato sia i bianchi che i neri in un ingranaggio automatico di azione-reazione (oppressione-vendetta). L’unico modo per spezzare questa catena fatale era introdurre l’imprevisto. Come nota Arendt, «il perdono è l’unica reazione che non si limita a reagire, ma agisce in modo nuovo e inaspettato». Mandela non ha cancellato il passato, lo ha disinnescato, permettendo al Sudafrica di avere un futuro che non fosse la semplice prosecuzione logica del suo orribile passato.
DC
Riferimento: Vita Activa (La condizione umana) – Hanna Arendt
Voglio il Dombass
Geopolitica d’asporto.
ABBRACCIAMI VITA


Casa nel bosco: la decisione della corte di appello di separare la famiglia
I tuoi rami
Mi abbracciano lenti
Come una coperta di diamanti.
Dalla tua corteccia
Trovo riparo
Sono il silenzio che si fa orchestra .
Questa è la nostra casa
Dove il vento racconta
Le storie ai nostri bambini
Ed il ruscello li fa addormentare .
La città è un puntino lontano
Noi invece siamo mondo
Il nostro mondo
Che invece c’è stato negato
Da una mano nella penombra
Le foglie preoccupate chiedono notizie
si agitano come sonagli incessanti ,
Ma io non so che dire.
Anche il sole li cerca
Invano tra i prati
Per poi ritirarsi triste .
Questo posto mi ha insegnato
La vita
Chi insegnerà a vivere a queste persone?
MM
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