TROPPO VISSUTO

Il 22 marzo 1832 moriva Johann Wolfgang von Goethe, poeta, scrittore e pensatore tedesco.
Autore del “Faust”, ha unito arte, natura e conoscenza, raccontando l’uomo come eterno cammino.


Non eri quiete,
ma cammino.
Non sapevi restare.
Dentro la notte
cercavi un nome
alle cose che tremano.
La natura ti parlava
con voce lenta,
e tu restavi
a metà tra luce e ferita.
Vivevi i colori
come fragile amore:
la luce che muore
per aver troppo vissuto.
Per questo sei rimasto
nella follia gentile
di chi continua a sentire.

MM

IL CANTO DEI NAVIGLI

Il 21 marzo 1931 nasceva a Milano Alda Merini,
grande poetessa della fragilità e della luce.
Voce inquieta e luminosa,
ha trasformato il dolore in parola
e la follia in poesia.


Eri fragile
come parola di poesia,
che rompe gli argini
di un fiume quieto.
Tempesta breve,
colori di versi
che lasciano segni
sul cuore.
Ti hanno chiusa
in silenzi
fatti di sbarre,
ma dentro di te
la vita premeva.
Chiamavi Dio per nome
nel salotto di casa.
Parlavi di amori fragili,
carezze che non si sentono,
della parola
mai sussurrata.
Non te ne sei mai andata:
sei nella follia della normalità,
nel canto timido dei Navigli.
Ti ascolto ancora
quando la vita
mi chiama.

MM

L’INVERNO DIMENTICA

Il 14 febbraio si ricorda San Valentino, memoria di promesse scritte.
Protettore degli innamorati e dei nomi sussurrati piano.


Un vento sottile
piega le ombre
tra i muri spogli di febbraio.
Le mani si cercano
come naufraghi
nella sera che cade
sopra i cuori.
Senza fare rumore.
L’inverno insiste
sulla mia pelle ferita
mentre il sangue ascolta
musiche di primavera.
L’amore trema
come davanti ai tuoi occhi,
mi abita le vene
e cammina
senza chiedere permesso.
La fame di quegli istanti
si placa piano,
sottovoce,
quando pronunci
il mio nome,
e l’inverno dimentica.

MM

CUORE CHE GRAFFIA LE PARETI

24 dicembre 1871 – Prima assoluta di Aida
Il 24 dicembre debutta al Cairo l’opera Aida di Giuseppe Verdi.
Un evento fondamentale per la storia dell’opera lirica, nato per celebrare l’apertura del Canale di Suez e destinato a entrare nel canone mondiale.


Aida
schiava d’amore,
prigione del corpo,
Cuore che graffia le
pareti.
Le catene fanno rumore,
Ma tu ami
nel silenzio straniero.
Amore senza una patria.
Sarete insieme
per l’eternità,
coperti dalla pietra
che chiude il mondo
in un respiro
sepolto.

MM


Aida è prigioniera nel corpo, ma soprattutto di un sentimento che la consuma in silenzio.
La tomba diventa l’unico luogo in cui l’amore trova finalmente pace ed eternità, in un ultimo respiro condiviso.

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