UN VIAGGIO DI ILLUSIONE

Il 20 dicembre 1968 moriva John Steinbeck, Premio Nobel per la Letteratura nel 1962. Tra le sue opere più celebri: Furore,Uomini e topi, La valle dell’ Eden.


Le schiene curve
Sembrano strade assolate .
Campi assetati senza più vita
E la nostra esistenza
sconfitta dalle macchine .
Un viaggio di illusione
Con i piedi bruciati dalla 66,
Il cuore che pesa.
Ad attenderli altre catene
Che solo noi potremmo rompere
Con la nostra coscienza.
Le nostre scelte .
MM


La Coscienza È Una Giungla

Il 19 dicembre 1861 nasce a Trieste Italo Svevo, pseudonimo di Aron Hector Schmitz. Tra le opere più famose: Una vita, Senilità, La coscienza di Zeno.


La vita è un passo lento,
Inerme,
Con eterni rimandi
E desideri rimasti quadri
L’amore è un colore distante,
Un arcobaleno di nebbia
Da una finestra chiusa
La coscienza è una giungla
Dove le bugie sono legge:
L’ultima sigaretta,
E poi quella dopo .
La volontà
come un macigno di polvere
Che vola via
Inerme vivo
Dentro una frenetica pigrizia ,
Con un unica verità a guidarmi,
La menzogna.

MM


Il “filo” del discorso

Nascere significa entrare in un mondo diviso tra i sani, che vivono per istinto, e gli inetti, che vivono per analizzarsi, una frattura in cui Zeno ammette: «io sono il dottore di cui si parla talvolta con un sorriso di compatimento». La venuta al mondo è l’inizio di una recita sociale goffa, il tentativo disperato di cristallizzarsi in una forma definita che però sfugge sempre, poiché «il dolore e l’amore, la vita insomma, non si può considerarla una malattia perché duole?». La tragedia della nascita è quindi essere inseriti in un sistema che valuta, confronta, seleziona. Costretti a invidiare la bestiale sicurezza degli altri, sapendo che la propria«malattia è una convinzione» da cui non si vuole davvero guarire, pena la perdita della propria identità.
DC

Riferimento: La coscienza di Zeno – Italo Svevo

Nel Silenzio Delle Paludi

Il 19 dicembre 1946 comincia la guerra di Indocina.


La vita è un passo lento,
Inerme,
Con eterni rimandi
E desideri rimasti quadri
L’amore è un colore distante,
Un arcobaleno di nebbia
Da una finestra chiusa
La coscienza è una giungla
Dove le bugie sono legge:
L’ultima sigaretta,
E poi quella dopo .
La volontà
come un macigno di polvere
Che vola via
Inerme vivo
Dentro una frenetica pigrizia ,
Con un unica verità a guidarmi,
La menzogna.

MM


Il “filo” del discorso

Il sabotaggio della centrale di Hanoi del 19 dicembre 1946 segna la fine di ogni possibile neutralità diplomatica, gettando l’Occidente in quel pantano morale dove l’innocenza diventa una colpa imperdonabile, poiché «l’innocenza è una specie di pazzia» quando si vive in mezzo a una guerra sporca. L’inizio delle ostilità costringe ogni attore, francese o vietnamita, ad abbandonare il ruolo di spettatore, confermando la brutale verità che «prima o poi si deve prendere una parte, se si vuole restare umani». La guerra d’Indocina a questo punto, si può tradurre come la caduta delle illusioni di chi credeva di poter rimanere tranquillo mentre la storia chiedeva il conto, dimostrando che «non si può rimanere neutrali su un treno in corsa».
DC

Riferimento: Graham Greene – Un americano tranquillo

Occhi Liberi

Il 18 dicembre 1865 negli USA viene dichiarato in vigore il 13º Emendamento, che abolisce la schiavitù.


Un cannone della misura di una penna.
La firma trema su un foglio freddo
E fece più rumore
di catene lasciate cadere.
Nero l’inchiostro
Dentro il quale affogava L’odio
Nei campi di cotone
Voci di canti salivano sino a Dio
Chiedendo di VIVERE
Non c’erano più numeri sulla pelle,
Ma nomi,
Storie,
Persone .
Non c’era più prezzo per quei pianti
Ma occhi liberi di VIVERE.
MM


Il “filo” del discorso

Nelle sue pagine, Olaudah Equiano vuole far emergere l’ipocrisia morale di chi, pur proclamandosi civile, si fa artefice di simili atrocità interpellando i «cristiani nominali» con una domanda che sgretola la loro presunta superiorità etica: «avete imparato questo dal vostro Dio?». Egli denuncia il modo in cui la religine viene piegata a giustificazione di una prassi disumana, sollevando il dubbio provocatorio se «non è abbastanza che siamo strappati al nostro paese… per faticare per il vostro lusso». La sua critica dimostra che la crudeltà è una scelta consapevole, in cui «torture, omicidi e ogni altra immaginabile barbarie sono praticati sui poveri schiavi impunemente», rendendo la fede dei padroni una menzogna vuota.
DC

Riferimento: Olaudah Equiano – L’interessante narrazione della vita di Olaudah Equiano

Un Legno Diventa Respiro

In occasione dell’anniversario della prima rappresentazione dello storico balletto “Lo Schiaccianoci”.


Nella notte del Redentore
Clara sogna
Ed un legno diventa respiro .
La guerra di giochi
Col Re dei topi
Ed uno schiaccianoci che si fa principe.
La pace è fragile ,
Zucchero posato sul Regno dei dolci.
Un paradiso immobile
Che dura il tempo d’ un risveglio .
MM


Nel racconto hoffmanniano prende forma un crudele rito di passaggio, dove l’altro può vivere solo a condizione che il soggetto si impoverisca. E questa dinamica viene spiegata proprio nel momento in cui il Re dei Topi formula le sue richieste, «dammi i tuoi libri illustrati, il tuo vestitino… o sbranerò il tuo Schiaccianoci», l’amore si presenta dunque, in primo luogo, come una perdita. Clara si trova costretta a un’erosione progressiva del suo mondo, obbligata a consegnare i simboli della sua felicità per placare una voracità che non conosce fine, comprendendo con dolore che «se non avessi ceduto, lui sarebbe morto», e che diventare adulti significa imparare a gestire la perdita delle cose care.
DC

Riferimento: E.T.A. Hoffmann – Schiaccianoci e il re dei topi

La Libertà Di Obbedire

Vladimir Putin attacca i leaders europei definendoli “porcellini accodati a Biden“.


Un’Altalena Di Wall Street

Nella tarda serata di ieri a Washington, il presidente Donald J. Trump ha parlato alla Nazione.


Il Paese ascolta
Dalle sue finestre digitali,
Parla il potere con voce ferma
Ed il mondo ciondola
Come un altalena di Wall Street.
Io sono la medicina amara
Per curare da chi ci ha ammalato .
Sono quel muro eretto per
Proteggerti dal ladro ,
Il giusto dazio
Per proteggere la libertà .
Torneranno a suonare le nostre canzoni
E saranno le più belle di sempre.
MM


La rivendicazione di aver reso l’America «rispettata» e «più forte che mai» risponde alla necessità primaria del Principe di curare la propria reputazione, sapendo che «ognuno vede quel che tu pari, pochi sentono quel che tu sei». L’economia “riparata” in undici mesi è l’esercizio della Virtù che doma la Fortuna avversa ereditata dal predecessore (Biden), un atto necessario poiché «un principe deve non avere altro oggetto né altro pensiero… fuori della guerra e degli ordini e disciplina di essa», intendendo qui la guerra economica. Il consenso si ottiene mostrando risultati tangibili, perché «il volgo va sempre preso con quello che pare e con l’evento della cosa», e non c’è evento più persuasivo di un confine sicuro e di un salario in crescita per mantenere lo Stato saldo e il popolo quieto.
DC

Riferimento: Niccolò Macchiavelli – Il Principe


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L’ARTE DEL BIG THINK

Il Cielo Non Li Conosceva

Il 17 Dicembre 1903 a Kitty Hawk, nella Carolina del Nord, Orville e Wilbur Wright compiono il primo volo controllato con motore della storia.


Fragile il legno che portava quei sogni.
Gridava il motore sognando l’impresa.
Il cielo non li conosceva
E con inni di scherno li sfidava.
Pochi secondi,
Il ritornello di una canzone,
Poi la musica non smise più.
L’uomo poteva vedere il sole in faccia,
Gli sbuffi di terra alzarsi in saluto.
Quelle ali cucite qul giorno
Diventarono un vestito conune
Per camminare nel vento.
Una firma nell’aria di gloria.

MM


Il “filo” del discorso

Orville e Wilbur, hanno appena distrutto il Flyer in un incidente a terra. Poco dopo inviano un telegramma di una calma glaciale al padre : «Velocità media attraverso l’aria trentuno miglia, il più lungo 57 secondi». Hanno appena volato , eppure riducono l’evento a una questione di tachimetri e cronometri. Per loro, quei numeri sono l’unica lingua che conta per descrivere il miracolo che è appena accaduto. Il messaggio poi si chiude con un brusco ritorno alla terraferma: bisogna «informare la stampa» perchè il mondo sappia, e subito dopo «a casa per Natale» per la fretta di tornare figli. Oggi vogliamo ricordare con tutti voi quei 57 secondi che hanno aperto la porta del cielo, senza chiedere permesso.
DC

Riferimento: Orville Wright, Telegramma del 17 Dicembre 1903

Parli Con Dio

Il 16 dicembre 1770 nacque il genio di Ludwig van Beethoven a Bonn


Non senti il mondo.
Che gran fortuna.
Per noi la musica è muta ,
Tu invece parli con Dio,
Fino alla nona stanza del cielo .
Le note come preghiere eterne
In questo sordo presente.
MM


Il “filo” del discorso

Nell’ottobre del 1802, Beethoven scrive ai fratelli una lettera mai spedita che è l’atto di nascita della sua seconda vita. Confessa di aver pensato al suicidio a causa della sordità incipiente, ma rivela che fu solo l’arte a trattenerlo: «es schien mir unmöglich, die Welt eher zu verlassen, bis ich das alles hervorgebracht, wozu ich mich aufgelegt fühlte» (mi è sembrato impossibile lasciare il mondo prima di aver prodotto tutto ciò che mi sentivo chiamato a produrre). Qui il 17 dicembre, si celebra la nascita di un uomo che resta nel mondo non per scelta ma per necessità. Vivere diventa il prezzo da pagare affinché ciò che deve essere scritto possa esistere.
DC

Riferimento: Ludwig van Beethoven Il Testamento di Heiligenstadt (1802)

Cucivi L’Amore

Il 16 dicembre 1775 nacque a Steventon, Jane Austen. Tra le sue opere più celebri: Orgoglio e pregiudizio, Ragione e sentimento, Emma.


Cucivi l’amore
Come una veste di gala,
Nella tua fredda stanza
Dove il mondo non poteva trovarti.
Un amore silenzioso
Cone tempesta ,
Dal pregiudizio che soffoca
E l’orgoglio che uccide .
L’amore come ragione,
Il digiuno dal soffrire,
O sentimento,
Quando nel vuoto ci lasciamo cadere.
Un’ illusione malcelata,
Forse l’unica verità noi stessi.

MM


Il “filo” del discorso

In un’epoca che prescriveva un unico modello di felicità femminile (matrimonio e figli), Jane Austen usa Edward Ferrars per pronunciare la sua difesa personale contro l’omologazione. È la voce dell’autrice che reclama il diritto all’individualità quando afferma: «Desidero, come tutti, essere perfettamente felice; ma, come tutti, deve essere a modo mio». Jane rivendica una felicità “minore”, fatta di scrittura, poche amicizie e ironia, che non ha bisogno dell’approvazione pubblica per essere valida. Nel duecentocinquantesimo anniversario della sua nascita, Austen ci insegna che piegarsi ai desideri altrui è la morte dell’anima, e che la vera grandezza sta nel restare fedeli alla propria natura, anche se questa prevede una vita silenziosa e appartata.
DC
Riferimento: Ragione e Sentimento – Jane Austen


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